La presidenza ereditata giovanissimo, le infrastrutture create a Zingonia e la centralità del settore giovanile. Alessandro Ruggeri, nell'esclusiva rilasciata a TuttoAtalanta.com, ripercorre le tappe fondamentali della gestione familiare, sottolineando come la valorizzazione del territorio e la creazione di un forte senso di identità siano stati i veri pilastri del ciclo Ruggeri, un'eredità che ancora oggi porta i suoi frutti nella moderna Atalanta.

Da papà lei non ha ereditato solo una passione, ma anche una responsabilità. Quando è successo aveva solo 21 anni. In quelle due stagioni alla guida del Club, ha mai sentito il peso di essere presidente dell’Atalanta?
«Ogni cosa ha il suo tempo. Non mi ha pesato essere stato presidente, ma quello che è successo a papà. Ero giovane e mi è mancata una figura di riferimento. Far parte della storia gloriosa della società nerazzurra, invece, non è stato un peso, ma un onore. Per la mia famiglia è stato sempre un orgoglio e credo di poter dire che abbiamo gettato basi importanti, a partire dal centro sportivo creato, uno dei primi in Italia, e oggi modernizzato. Magari una stagione si retrocedeva e quella dopo si risaliva, ma in quegli anni abbiamo creato qualcosa di profondo. Abbiamo dato qualcosa all’Atalanta e a Bergamo, soprattutto in termini d’infrastrutture e professionalità».

Negli anni della vostra gestione l’Atalanta è stata un modello per quel che riguarda il vivaio e la valorizzazione di giovani giocatori. È ancora così o, secondo lei, oggi si è perso qualcosa?
«Oggi, forse, è più facile e più economico rispetto a un tempo fare scelte diverse. È magari più semplice e redditizio andare a prendere giocatori all’estero, ma così viene a mancare qualcosa al nostro sistema calcio. Lo dimostrano anche i risultati della Nazionale. Noi avevamo valorizzato molto il territorio. Ancora oggi da Bergamo escono giocatori nati qui o cresciuti nel settore giovanile. L’impegno prosegue. Per noi era imprescindibile. Se un ragazzo non aveva la sufficienza a scuola, la domenica non giocava. Si dava un’impronta chiara: prima l’uomo, poi il calciatore».

Parole che suonano come un inno al calcio fatto di valori, radici e programmazione a lungo termine, elementi che la famiglia Ruggeri ha saputo coltivare trasformando l'Atalanta in un modello riconosciuto a livello nazionale.

LEGGI QUI - L’intervista integrale di Alessandro Ruggeri ai microfoni esclusivi di TuttoAtalanta.com

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Sezione: Interviste / Data: Mar 31 marzo 2026 alle 18:00 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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