È un momento di flessione evidente quello che sta attraversando il Bologna, costretto a cedere il passo anche tra le mura amiche del Dall'Ara contro un'Atalanta cinica e spietata, trascinata dalla doppietta di Krstovic. Vincenzo Italiano si presenta ai microfoni di Sky Sport con il volto di chi è consapevole delle difficoltà, ma non ha alcuna intenzione di abdicare. Dopo la pesante sconfitta di San Siro contro l'Inter, i felsinei mostrano segnali di reazione sul piano del gioco, ma pagano dazio a una preoccupante sterilità offensiva e a disattenzioni difensive che, in questa fase, costano carissimo. Il tecnico analizza con lucidità il "momento no", invocando pazienza e realismo: la brillantezza di venti giorni fa sembra svanita, e per ritrovarla serve, prima di tutto, recuperare l'umiltà del lavoro quotidiano, nonostante le avversità climatiche e un calendario che non concede tregua. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister, partiamo dall'analisi della gara. Nel secondo tempo si è intravista una reazione, ma alla fine resta la delusione per il risultato. Rispetto a quanto visto per settimane, questo Bologna sembra aver perso le sue certezze. Qual è la sua lettura?
«Dobbiamo essere onesti: la prestazione offerta oggi è stata nettamente migliore rispetto a quella di Milano contro l'Inter, ma il risultato ci lascia con l'amaro in bocca. Il problema principale, in questo momento, è la nostra incapacità di concretizzare: non riusciamo a buttarla dentro. Al contrario, subiamo gol con troppa facilità; ogni volta che gli avversari ci attaccano, ci fanno male. È un periodo che gira così, purtroppo. Dobbiamo ritrovare urgentemente quegli elementi che fino a poco tempo fa facevano la differenza. Solo venti giorni fa, lì davanti avevamo gente brillante, capace di trascinarci con un entusiasmo contagioso. Oggi abbiamo smarrito quella verve. Tuttavia, ribadisco che la prestazione c'è stata ed è stata diversa da quella di San Siro, ma è evidente che non basta per tornare a essere il Bologna ammirato fino a poco tempo fa. La ricetta è una sola: testa bassa e lavorare».

Si è parlato di pazienza, soprattutto verso i più giovani, ma forse serve anche polso fermo. In questo momento delicato, lei è più per il bastone o per la carota?
«In questo momento serve soprattutto realismo. Dobbiamo guardare in faccia la realtà: nell'ultimo periodo abbiamo affrontato squadre fortissime, che stanno attraversando un momento di forma smagliante e che, sotto certi aspetti, si sono dimostrate superiori a noi. Questo va ammesso con onestà. Allo stesso tempo, va ricordato che fino a poco fa eravamo noi a dettare legge sotto tutti i punti di vista. Stiamo iniziando a recuperare pedine importanti, ma ancora non è sufficiente perché ogni nostra distrazione si tramuta in gol subito, mentre la nostra produzione offensiva resta sterile. È un periodo negativo, ha ragione chi invoca pazienza. Volevamo una classifica diversa dopo quell'avvio incredibile in cui abbiamo toccato la vetta, e dispiace perdere terreno, ma c'è tutto il tempo per recuperare. I tanti punti fatti all'inizio sono fieno in cascina che ci torna utile ora. I ragazzi sono intelligenti, lavorando sodo ne usciremo».

Dallo studio Walter Zenga le chiede se, in questa fase, sia meglio insistere rigidamente sui concetti tattici o cercare un po' di leggerezza per far ritrovare fiducia alla squadra. E quanto incidono le difficoltà logistiche negli allenamenti?
«A parte la débâcle con l'Inter, le prestazioni non sono mai mancate del tutto. Il problema è che squadre come Inter, Napoli e Juventus stanno viaggiando a velocità supersoniche e per stare al loro passo serve essere perfetti. In questo momento forse non riusciamo a reggere quel ritmo anche perché ci stiamo allenando poco e male per cause di forza maggiore. Ieri, ad esempio, la nevicata ci ha impedito di scendere in campo, non permettendoci di lavorare su quei dettagli e quelle situazioni che avrebbero necessitato di correzioni. I ragazzi sono lavoratori incredibili, dobbiamo solo trovare il tempo e la chiave giusta per tornare a essere quelli di pochissimo tempo fa, quelli capaci di battere l'Inter e giocarsi la Supercoppa. Serve calma».

Fino a qualche settimana fa il Bologna era una macchina perfetta a prescindere dagli interpreti. Ora che bisogna ritrovare il filo conduttore, si affiderà ai senatori o continuerà con le rotazioni?
«Nell'ultimo periodo le rotazioni sono state dettate spesso dalla necessità: infortuni, problemi fisici, giocatori che non recuperavano. Credo che anche oggi, nonostante tutto, l'identità ci sia stata. Il nostro modo di interpretare le partite non deve essere disperso, perché è quello che ci ha portato grandi soddisfazioni. Oggi siamo stati puniti in maniera esagerata da qualche svista individuale, soprattutto nel secondo tempo. Dobbiamo continuare a produrre prestazioni, cercando di limare gli errori e di far crescere la condizione di tanti ragazzi. I giocatori chiave, quelli che ci facevano la differenza, in questo momento faticano a darci una mano. Appena si sbloccheranno loro, ripartiremo anche noi».

Vincenzo Italiano non cerca alibi, se non quelli oggettivi legati alla forza degli avversari e alle contingenze del momento. Il Bologna deve ritrovare la via del gol e la solidità perduta, ma la fiducia del tecnico nel lavoro e nell'intelligenza del gruppo resta intatta.

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Sezione: Interviste / Data: Gio 08 gennaio 2026 alle 10:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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