Una goleada per carburare, una rete per ritrovare il ritmo, e poi le parole che contano. Charles De Ketelaere ha vissuto una serata intensa nell'amichevole di preparazione ai Mondiali tra il Belgio e la Tunisia, conclusasi con un netto 5-0 per i Diavoli Rossi di Rudi Garcia. A sbloccare il risultato nel primo tempo è stato Leandro Trossard, poi nella ripresa il centrocampista dell'Atalanta ha firmato il 2-0, seguito dalle reti di Kevin De Bruyne, Dodi Lukebakio e Nicolas Raskin. Spazio anche per Romelu Lukaku, il centravanti del Napoli entrato nella ripresa e protagonista dell'assist del 4-0. Al termine del match, De Ketelaere si è fermato ai microfoni di SportMediaset: ne è uscita un'intervista che vale come una dichiarazione di intenti su tre fronti — il Mondiale, l'Italia e l'Atalanta.
IL MONDIALE: «POSSIAMO BATTERE TANTE SQUADRE» - Il Belgio è inserito nel Gruppo G insieme a Egitto, Iran e Nuova Zelanda: un girone alla portata, almeno sulla carta. De Ketelaere però non si lascia andare alla sottovalutazione: «Dobbiamo passare il girone, le prime tre partite sono importanti, poi dobbiamo vedere come siamo messi: ci saranno le sfide a eliminazione, secondo me possiamo battere tante squadre, dobbiamo andare lì con la fiducia di poterlo fare». Parole calibrate, quelle di un giocatore maturo che sa come il calcio possa ribaltare qualsiasi pronostico — come già emerso nell'analisi dedicata al derby nerazzurro di Fiume tra De Ketelaere e Pašalić nella precedente amichevole contro la Croazia.
L'ITALIA FUORI: «È STRANO, AVETE UNA SQUADRA FORTE» - A chi gli ha chiesto un commento sull'assenza dell'Italia dalla Coppa del Mondo, De Ketelaere non si è sottratto, con la sensibilità di chi il calcio italiano lo vive quotidianamente da quattro anni: «Non so perché, ci sono tanti giocatori forti, è strano, hanno vinto l'Europeo, è una storia che dà brutte sensazioni, anche perché avete una grande storia». Poi un passaggio sulla pressione come possibile fattore nella sconfitta contro la Bosnia che ha escluso gli azzurri: «Non so come sia andata esattamente nel gruppo, con la Bosnia è stata difficile, magari sì, la pressione, ma voi avete una squadra forte, dovete credere nei giocatori». Parole generose, quelle di chi guarda dall'esterno e non vuole ferire.
L'ATALANTA: «HO UN CONTRATTO, MI SENTO BENE LÌ» - Il capitolo più atteso riguarda naturalmente il futuro in nerazzurro, in un'estate in cui il suo nome circola inevitabilmente in diverse trattative di mercato. De Ketelaere non lascia spazio alle ambiguità: «Se resto all'Atalanta? Ho rispetto per il mio club, ho un contratto di un po' di anni, mi sento bene lì». Una dichiarazione netta, che i tifosi bergamaschi leggeranno con soddisfazione — e che si inserisce nel quadro già delineato nell'approfondimento su De Ketelaere come perno del progetto di Sarri nella nuova Atalanta.
IL MILAN E L'ONESTÀ DI CHI HA IMPARATO - La conversazione con SportMediaset ha toccato anche il passato rossonero, il capitolo più doloroso della sua carriera italiana. De Ketelaere non si nasconde, non cerca attenuanti: «Al Milan forse non ero pronto, ma io guardo sempre a me stesso». E sulle reti non segnate in quel periodo: «Non aver segnato col Milan? Non voglio guardare indietro, preferisco fare bene in questo momento, ho imparato tantissimo anche in questi anni, ora penso a dare il meglio». Una maturità che racconta meglio di qualsiasi statistica il percorso fatto. A ventiquattro anni — ne compirà venticinque il prossimo novembre — il belga è un giocatore diverso da quello arrivato a Milano nel 2022: «Ora ho 25 anni, sono arrivato a 21 anni, normale sia cresciuto fisicamente e tatticamente, mi sento un giocatore completo, ho fiducia e sto bene». Il Mondiale come palcoscenico per ribadirlo al mondo, come già anticipato nell'analisi su De Ketelaere nella nuova Atalanta di Sarri tra ruolo, cinismo e crescita.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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