All’Allianz Stadium l’Atalanta ha conquistato un punto importante contro la Juventus, chiudendo sull’1-1 una sfida che ha confermato la solidità crescente della squadra di Juric. Tra i protagonisti in difesa, Berat Djimsiti ha parlato in conferenza stampa, sottolineando la compattezza del gruppo, la crescita dei giovani e l’imminente impegno europeo contro il Bruges. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Nei primi 30 minuti la Juventus vi ha messo in difficoltà, poi la squadra ha reagito. Come giudichi il pareggio?
«La Juve è partita fortissima e per una buona mezz’ora ci ha costretti a soffrire. Dopo l’espulsione era inevitabile abbassarci, ma credo che la parte migliore della nostra partita sia stata prima, quando con Kamaldin abbiamo trovato il gol e creato altre occasioni. Alla fine il pareggio va accettato: è un punto che dobbiamo tenere stretto e che ci dà continuità».
Affrontare la Juventus rappresentava un salto di livello rispetto alle gare precedenti. Che sensazioni hai sul percorso della squadra?
«Sì, era un test di spessore e credo che la squadra stia crescendo sotto tanti aspetti. Abbiamo cambiato allenatore, ci sono stati diversi innesti, eppure stiamo trovando fiducia partita dopo partita. Anche le prime due gare, pur chiuse in pareggio, avrebbero potuto regalarci qualcosa in più. Persino contro il PSG, pur soffrendo, abbiamo raccolto spunti utili per capire come migliorare. Sono esperienze che accelerano la nostra crescita».
Martedì arriva il Bruges in Champions: che significato avrà questa partita, anche pensando allo scorso anno?
«Il Bruges ci aveva messo in grande difficoltà e quella eliminazione brucia ancora. Stavolta sarà una gara diversa, ma per noi conta tantissimo. È l’occasione per reagire e riscattarci. Dobbiamo dare tutto, perché questo match può indirizzare il nostro cammino europeo. Vogliamo partire col piede giusto».
Nelle ultime due partite l’Atalanta è apparsa più compatta e solida. È questa la nota più positiva?
«Assolutamente sì. Non è solo la difesa: tutta la squadra lavora per proteggere la porta, tutti corrono l’uno per l’altro e la mentalità è quella giusta. Oggi siamo stati concentrati dall’inizio alla fine, e contro una squadra che ti attacca ogni venti secondi non è semplice. La compattezza è il segnale migliore di questo periodo».
Stasera Ahanor, 17 anni, ha disputato una partita da veterano. Cosa ti sorprende di più di lui?
«Onest ha stupito tutti, ma per chi lo vede ogni giorno non è una sorpresa. È entrato benissimo nel gruppo già da inizio stagione: è un ragazzo intelligente, con la testa giusta e una fisicità importante per la sua età. L’esperienza al Genoa lo ha aiutato, ora sembra più maturo dei suoi anni. Ha tutto per crescere ancora e diventare un giocatore molto forte. L’importante è che stia bene fisicamente: il resto arriverà».
Cosa è cambiato nell’Atalanta con Juric rispetto all’epoca di Gasperini?
«In realtà non tantissimo, perché Juric conosce bene il sistema, essendo stato assistente di Gasperini. L’impronta è simile, ma ci chiede grande attenzione sull’essere compatti e difendere bene di reparto. È su questi dettagli che ci stiamo concentrando, cercando di migliorare giorno dopo giorno. La mentalità resta quella di sempre: aggressiva e propositiva».
Djimsiti esce dall’Allianz con la consapevolezza che la sua Atalanta sta trovando identità e solidità. La Juve ha messo in difficoltà, ma la Dea ha retto l’urto e ha confermato di poter crescere anche in contesti di altissimo livello. La sfida con il Bruges sarà un ulteriore banco di prova, da affrontare con la stessa compattezza mostrata a Torino.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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