Quando il calcio giocato incontra la lucidità dell'analisi, nascono riflessioni che vanno oltre il semplice risultato. Fulvio Giuliani, giornalista di razza, voce inconfondibile di RTL 102.5 ha vissuto la sfida della New Balance Arena con il consueto trasporto, unito a una competenza cristallina. Intercettato dai microfoni di Bergamo TV nel post-partita, Giuliani non si è sottratto a nessuna domanda, offrendo una disamina a tutto tondo: dalla bellezza del primo tempo alla sofferenza "da grande squadra" della ripresa, passando per le polemiche su un utilizzo del VAR definito "infernale" e l'elogio alle scelte coraggiose di Palladino. Un intervento che guarda al futuro con ottimismo, intravedendo in questa vittoria la scintilla per una rimonta che, numeri alla mano, non è più un tabù. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Fulvio, gli ultimi minuti sono stati un'altalena di emozioni e pura sofferenza. Come hai vissuto questo finale al cardiopalma?
«È stata pura sofferenza, come avete giustamente sottolineato, ma va bene così. La mia analisi è chiara: abbiamo assistito a un primo tempo stradominato, bellissimo dal punto di vista calcistico, forse la migliore espressione dell'Atalanta in questa stagione di Serie A. Poi c'è stato quel gol annullato che grida vendetta. Appoggerò sempre il VAR per la sua capacità di rendere il calcio più limpido, ma se usato in questo modo rischia di diventare un inferno. Non si può ricostruire un'azione tornando indietro di 25 secondi per cercare un cavillo; continuando così finiremo per riavvolgere il nastro di cinque minuti. Ma non voglio soffermarmi sull'arbitro, preferisco il calcio giocato. E dico che una grande squadra non deve solo specchiarsi nella sua bellezza, ma deve saper soffrire quando l'avversario esce con rabbia e tecnica. Aver retto l'urto della Roma, sapendo stringere i denti, vale quasi quanto lo spettacolo del primo tempo. Le due cose insieme dicono che siamo oggettivamente più forti di molte squadre che ci precedono».

Il 2026 inizia nel migliore dei modi. Cosa ne pensi della gestione dei cambi da parte di Palladino? Alcune scelte, come l'ingresso di Maldini, hanno sorpreso...
«Prima di parlare di Maldini, permettetemi di spendere una parola per Noah [probabile riferimento a un giovane, ndr]. Giocare a 17 anni in un secondo tempo di battaglia, contro gente scaltra come Dybala e Cristante, e reggere l'urto con quella personalità mi è piaciuto molto. Per quanto riguarda Maldini, non mi ha "rubato l'occhio" con giocate spettacolari, ma ha fatto quelle due o tre cose utili che servivano per far rifiatare la squadra. Come Krstovic, è promosso. La verità è che i cambi hanno permesso all'Atalanta di guadagnare dieci, quindici metri nel momento di massima pressione della Roma. Scamacca non ne aveva più, toglierlo era doveroso. Palladino ha letto benissimo la partita: quelle sostituzioni, seppur discusse, hanno ridato ossigeno e freschezza, cambiando l'inerzia della serata».

Bernasconi è sembrato instancabile sulla fascia, forse il migliore in campo. E Scalvini, al rientro, ha subito timbrato il cartellino. È la vittoria della "linea verde" di Zingonia?
«Assolutamente sì. Bernasconi ha galoppato per novanta minuti, mettendo dentro cross pulitissimi, compreso quello del gol annullato. È la dimostrazione vivente di cosa significhi avere una seconda squadra che funziona: un ragazzo pronto, che non ha bisogno di prestiti in giro per l'Italia perché formato in casa. E Scalvini? A volte dimentichiamo che ha la stessa età di Bernasconi perché gioca da veterano. Al di là del gol, che è stato un premio pesante e un po' fortunoso, mi è piaciuto moltissimo finché è rimasto in campo. Diamo a questi ragazzi il merito che spetta loro».

Questa vittoria contro l'ex Gasperini può essere lo spartiacque psicologico per liberarsi definitivamente del "fantasma" del passato?
«È sempre più facile applaudire l'ex quando lo hai battuto, ma va riconosciuto che Gasperini è la storia di questo club e di questa città. Mi è dispiaciuto sentire qualche coro ingeneroso, ma non possiamo controllare la testa di 24mila persone. Questa serata, però, ci dà la dimensione reale di chi siamo. Se in Champions siamo a un passo dalla qualificazione non è un caso, e se iniziamo a capirlo anche in campionato possiamo divertirci. Abbiamo "buttato" dei mesi, è vero, ma si è intervenuti al momento giusto con un grande allenatore come Palladino. Guardate Firenze per capire cosa succede quando lui va via. Lasciamolo lavorare».

Zalewski ha brillato in una posizione ibrida. E ora arrivano Bologna e Milan. Credi davvero nella rimonta Champions?
«Zalewski ha dato il meglio quando si è accentrato sulla trequarti, giocando venti minuti di altissimo livello. Ora serve continuità. Tra la vittoria di oggi e la sfida di mercoledì a Bologna ci giochiamo tantissimo. Se ci credo? Assolutamente sì. La qualità della rosa è nettamente da prime quattro posizioni, non credo di dire un'eresia. Se ci crede la Juventus, con tutto il rispetto, non vedo perché non debba crederci l'Atalanta, che sul campo ha dimostrato di avere valori tecnici superiori. Se parliamo di calcio giocato e non di figurine, la rimonta è possibile».

L'Atalanta ha vinto una partita "europea", fatta di duelli individuali. Condividi?
«Condivido in pieno. È stata una sfida giocata a viso aperto da due allenatori con mentalità offensiva. L'Atalanta ha avuto qualcosa in più nei duelli individuali e questo ha fatto la differenza. Mi aspetto che contro le "piccole" che si chiudono potremmo avere ancora qualche difficoltà, ma in queste notti europee la squadra si esalta. E sui cambi, ribadisco: Palladino ha guardato alla sostanza tattica e fisica, non allo stato di forma teorico. Ha avuto ragione lui».

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Fulvio Giuliani credit (x.com/fulviogiuliani)

Sezione: Interviste / Data: Dom 04 gennaio 2026 alle 01:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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