Ci sono notti che valgono una stagione, partite che segnano un confine netto tra il "vorrei" e il "posso". Atalanta-Roma è stata esattamente questo per la truppa di Raffaele Palladino: una sinfonia calcistica suonata a ritmi vertiginosi, capace di annichilire la miglior difesa del campionato e di spazzare via le scorie della sfortunata trasferta di Milano. In conferenza stampa, il tecnico nerazzurro si presenta con gli occhi di chi sa di aver toccato le corde giuste: parla di "magia", di "svolta", di un gruppo che ha saputo cadere e rialzarsi, incarnando perfettamente lo spirito bergamasco. Tra l'elogio tattico per la mossa Scalvini su Dybala e la polemica velata per un gol annullato definito "inspiegabile", Palladino si gode una vittoria che profuma di consacrazione. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, si percepisce un'atmosfera diversa stasera. Possiamo definirla una partita perfetta, forse quella che segna il vero cambio di passo della stagione?
«Credo proprio di sì, è stata una partita perfetta, una serata magica che cercavamo e inseguivamo da tempo. Spero vivamente che questa possa essere etichettata come la "partita della svolta". Abbiamo offerto una prestazione sontuosa contro una squadra forte, che arrivava qui vantando la miglior difesa del campionato e con l'intento chiaro di vincere. Invece noi siamo stati impeccabili sotto tutti i punti di vista. Sono felice soprattutto per i ragazzi: questa è la vittoria del gruppo, perché stasera li ho visti entrare in campo con quella "fame" e quella lucidità che vorrei vedere sempre. Dobbiamo custodire questa prestazione come un tesoro e ripartire da qui».
Nelle scorse settimane si parlava di un'Atalanta diesel, letale nei secondi tempi. Oggi invece l'approccio è stato devastante: gol, occasioni a raffica e un dominio territoriale immediato. È la risposta che voleva?
«Sì, siamo partiti fortissimo. L'avevamo preparata così: grande intensità, coraggio, aggressione alta persino sul loro portiere. Abbiamo corso un rischio iniziale su un nostro errore in uscita che poteva costarci caro, ma la squadra non si è scomposta e ha continuato a spingere. Siamo andati in vantaggio meritatamente e potevamo raddoppiare subito, sia con l'azione di Zalewski che, soprattutto, con il gol annullato a Scamacca. Lasciatemelo dire: quella decisione resta inspiegabile, fatico ancora a capire perché sia stato tolto quel gol. Al di là di questo, l'approccio è stato feroce. Nel secondo tempo è subentrato un fisiologico calo psicofisico, anche perché la Roma ha alzato il baricentro, ma chi è subentrato ha dato una mano fondamentale nel momento della sofferenza. La mentalità è stata quella giusta».
A proposito di mentalità: dopo un gol annullato in quel modo, c'era il rischio di un contraccolpo psicologico. Invece la squadra ha continuato a macinare gioco. È questo il segnale di maturità più importante?
«Esattamente, è proprio questo aspetto che mi è piaciuto di più. Spesso, quando ti vedi annullare un gol che dal campo percepisci come regolarissimo, rischi di subire il contraccolpo, di innervosirti e abbassarti. Invece i ragazzi hanno continuato a spingere, mantenendo qualità tecnica e ordine tattico. Ho visto prove straordinarie anche in situazioni di emergenza: Zalewski ha giocato una partita fantastica in una posizione non sua, provata solo due giorni fa per il forfait di Sulemana. Scalvini era alla prima da titolare, De Roon ha gestito l'ammonizione, Djimsiti è stato un muro. Tutti, nessuno escluso, hanno dimostrato una forza mentale superiore».
Facciamo un parallelo tra la gara con l'Inter e quella di stasera. Djimsiti, sfortunato protagonista a San Siro, oggi è stato impeccabile. Possiamo dire che Berat incarna lo spirito dell'Atalanta: cadere e avere la forza di rialzarsi subito?
«È un bellissimo esempio, mi piace molto questa metafora e la riporterò sicuramente alla squadra. Non ci avevo pensato in questi termini, ma è la fotografia perfetta: nel calcio, come nella vita, è quando cadi che devi dimostrare di saperti rialzare. È successo a "Jimmy" dopo l'errore di Milano, e stasera ha dato una risposta da campione. Ma lo stesso vale per tutto il gruppo. Volevamo questa vittoria perché mancava da troppo tempo un successo contro una squadra della parte sinistra della classifica. La strada è tracciata, ora dobbiamo percorrerla con questa fame per continuare la nostra scalata».
Chiusura dedicata ai singoli: Scalvini torna titolare dopo 111 giorni, segna e domina. Kolasinac invece esce acciaccato. Come sta la difesa e come giudica il rientro di Giorgio?
«Ve lo dicevo nelle scorse conferenze che Giorgio stava crescendo e che lo stavamo aspettando tutti. Stasera era l'occasione giusta, anche se quando lanci un giocatore dopo un lungo stop devi metterlo nelle condizioni ideali per brillare. Appena ho visto che poteva reggere dall'inizio, l'ho buttato dentro senza esitazioni. Ha fatto una prestazione monumentale, specialmente su Dybala in fase di non possesso: la partita era preparata affinché lui rompesse la linea e si inserisse in avanti, sfruttando il fatto che Dybala spesso non segue l'uomo. È stato perfetto. Per quanto riguarda Kolasinac, ha subito un colpo al ginocchio: le prime sensazioni dicono che non dovrebbe essere nulla di grave, ma lo valuteremo con calma nei prossimi giorni».
ATALANTA-ROMA 1-0 (p.t. 1-0)
12’ Scalvini (A)
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