Una vittoria di carattere, sporca, sofferta, ma dal peso specifico incalcolabile. L'Atalanta espugna il Luigi Ferraris di Genova grazie a un guizzo di Hien nel finale, al termine di una gara vissuta sul filo del paradosso: la superiorità numerica acquisita dopo pochi minuti ha paradossalmente complicato i piani tattici, costringendo la Dea a scontrarsi contro un muro rossoblù eretto con orgoglio e organizzazione. Nel post-partita in conferenza stampa, mister Raffaele Palladino non si nasconde dietro al risultato: analizza con lucidità le difficoltà nella manovra, ammette il rischio calcolato di un assetto ultra-offensivo nel finale e, soprattutto, dedica il successo a Mario Pasalic in un momento di dolore. Una disamina onesta, da tecnico che sa che per scalare la classifica serve anche saper vincere quando non si brilla. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister, portiamo a casa tre punti pesantissimi, ma è innegabile che ci si aspettasse qualcosa di più sul piano del gioco. Possiamo dire che l'espulsione immediata del portiere avversario, paradossalmente, ha complicato i piani dell'Atalanta e compattato il Genoa?
«Innanzitutto, è doveroso fare i complimenti al Genoa. Hanno disputato una prestazione di grande orgoglio, giocando da vera squadra con spirito di sacrificio e aggressività nonostante l'inferiorità numerica. Difendersi con un 5-3-1 così compatto ha reso le cose molto complicate per noi; non era affatto facile scardinare quel dispositivo difensivo. Facendo autocritica, nel primo tempo siamo stati troppo sterili: dovevamo muovere la palla più velocemente e creare superiorità numerica sugli esterni puntando l'uomo, cosa che non ci è riuscita. Nella ripresa siamo stati anche assistiti dalla buona sorte in avvio, con quella palla gol concessa a Vitinha, ma poi abbiamo alzato i giri del motore. Ho cercato di inserire tutto il potenziale offensivo a disposizione, chiudendo con un 4-2-3-1 che vedeva Samardzic e Zalewski praticamente sulla linea degli attaccanti. L'abbiamo sbloccata su palla inattiva, è vero, ma oggi contava solo vincere. Era un momento delicato per la nostra classifica e questa vittoria è fondamentale per la nostra scalata».
Considerando che lei aveva definito questa come la partita più importante del periodo, che impatto hanno avuto i subentrati? E, vista la vittoria, concederà quel giorno libero in più che aveva promesso?
«Sui giorni liberi devo rettificare: ci alleniamo regolarmente domani e dopodomani mattina. Avevo promesso mezza giornata in più per il rientro e quella se la sono guadagnata sul campo. Per quanto riguarda i cambi, sono stati decisivi. Entrare in una partita così bloccata, in uno stadio difficile come Marassi dove anche l'Inter ha faticato, non è mai semplice. Chi è entrato si è adattato subito, anche a fronte di un cambio modulo radicale che ha visto Zalewski e Samardzic agire quasi da terzini di spinta. Era una gara trappola, potevamo anche perderla su qualche ripartenza o piazzato, invece portiamo a casa tre punti che ci proiettano nella parte sinistra della classifica. C'è da migliorare, ma ci godiamo i lati positivi».
Nel primo tempo l'abbiamo vista molto agitata in panchina. Quando capita di trovarsi con l'uomo in più dopo tre minuti, non c'è la tentazione di cambiare assetto tattico immediatamente? Dietro sembravate avere un uomo di troppo rispetto alle necessità...
«A dire il vero dietro eravamo addirittura due in più, perché i nostri "braccetti" erano liberi di impostare. Il problema non era il modulo, ma l'interpretazione: dovevamo creare superiorità numerica proprio con i difensori che salivano, e invece siamo stati lenti e prevedibili nel giro palla. Spesso, e parlo anche per esperienza da calciatore, quando l'avversario rimane in dieci scatta un meccanismo inconscio di rilassamento. Ho percepito esattamente questo e non deve succedere, perché le partite in Serie A sono tutte complesse da sbloccare. Questa gara ci servirà da lezione. Poi, al di là della tattica, potevamo sbloccarla prima con le occasioni di De Ketelaere o Samardzic, ma l'importante è averla portata a casa».
A livello psicologico e tattico, quanto ha meditato su quell'assetto finale spregiudicato, quel 4-2-4 con terzini d'assalto? Ha avuto qualche timore sulle ripartenze del Genoa o ha deciso di rischiare il tutto per tutto?
«Quando si vince, ogni remora sparisce. La verità è che non ho avuto paura di osare. Dovevo trovare il modo di aprire la loro scatola difensiva perché con i tre dietro non stavamo incidendo. Ho allargato gli esterni e usato i terzini alti per arrivare al cross con più frequenza e, secondo me, l'abbiamo fatto bene. Chi è entrato ha interpretato il nuovo spartito con coraggio. Vincere queste partite "sporche" ti forma il carattere e ti tempra la mentalità. Ma permettetemi di aggiungere una cosa fondamentale: ci tenevamo tutti, io e la squadra, a dedicare questa vittoria a Mario Pasalic per il grave lutto che lo ha colpito. Questo successo è per lui».
Da ex attaccante, come giudica la prova di Hien? Qualcuno sostiene che, gol a parte, fosse stato tra i meno brillanti...
«Non sono assolutamente d'accordo. Isak ha fatto una grande partita, al di là del gol decisivo. Rientrava da un infortunio e si è trovato a fronteggiare clienti scomodissimi come Ekuban e Colombo, che sono entrati con grande energia e fisicità. Loro giocavano sulle ripartenze e lui ha retto l'urto benissimo. Il gol è la ciliegina sulla torta, ma Hien per noi è un pilastro difensivo imprescindibile».
Un'Atalanta cinica, capace di soffrire e di colpire quando serve. Palladino archivia la pratica Genoa con la consapevolezza che, per tornare in Europa, servono anche queste vittorie di puro pragmatismo, dove il cuore e la tattica contano più dell'estetica.
GENOA-ATALANTA 0-1 (p.t. 0-0)
94' Hien (A)
© Riproduzione Riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
Altre notizie - Interviste
Altre notizie
- 18:00 DirettaZappacosta in conferenza: "Ci manca un po' di personalità nei momenti importanti, siamo i primi a voler cambiare le cose"
- 18:00 Otto gol e tanti rimpianti: la Dea si fa riprendere, col Frosinone è 4-4
- 17:52 DirettaSarri in conferenza: "Il risultato ha deluso il pubblico e ha deluso anche noi. Sui fischi finali..."
- 17:50 Lecce-Juventus, le formazioni ufficiali
- 17:45 Andrea Riscassi (Rai Sport) dopo il 4-4: "Se lo stadio fischia l'allenatore è un segnale"
- 17:45 DirettaFrosinone, Alvini in conferenza: "La strada è quella giusta per la salvezza"
- 17:45 Zappacosta a DAZN: "Contro chi ti prende a uomo potevamo gestire meglio la palla"
- 17:37 Frosinone, Terzić: "Il mister ci dà tanta fiducia, ti porta a dare sempre il massimo. Sul gol..."
- 17:36 Sarri a DAZN: "Visto il momento, è una prestazione da accettare"
- 17:35 Qualità sì, gestione no: Hernanes a DAZN commenta il pareggio della Dea
- 17:25 Esclusiva TAAtalanta, le pagelle: Krstović e De Ketelaere non bastano, Carnesecchi insostituibile
- 17:24 Alvini rivendica il suo Frosinone: "Noi non aspettiamo, noi determiniamo"
- 17:20 Frosinone, le pagelle - Ghedjemis tre assist, Schmid doppietta da sogno
- 17:14 DAZN, la moviola - Marelli sul rigore all'Atalanta: "Non andava concesso"
- 17:13 Frosinone, Schmid e i quattro gol subiti: "Sono troppi, dobbiamo fare meglio nei piccoli dettagli"
- 17:12 Ghedjemis, tre assist e il premio di MVP: "Abbiamo fatto una bella partita, dobbiamo essere positivi"
- 17:02 Fischi alla New Balance Arena, la curva chiede attributi all'Atalanta
- 16:58 Atalanta-Frosinone 4-4, il tabellino
- 16:44 DirettaRivivi ATALANTA-FROSINONE Frana Gomme Madone 4-4, amaro pareggio interno per la Dea di Sarri
- 16:15 Elmas risponde a Calò in tre minuti: la Dea torna avanti
- 15:50 Krstović ribalta il Frosinone: la Dea chiude il primo tempo avanti 3-2
- 15:17 Schmid colpisce ancora: il Frosinone torna avanti a Bergamo
- 14:55 Kristensen: "Obric? Farò di tutto per aiutarlo oggi"
- 14:53 Frosinone, Castagnini: "Risultati oltre le aspettative. Raimondo? Si doveva formare"
- 14:52 Sarri nel pre-gara: "Ci serviranno determinazione e lucidità". E su De Ketelaere
- 14:49 Frosinone, Ghedjemis: "Proviamo a essere ancora più competitivi. Il gol..."
- 14:03 UfficialeAtalanta-Frosinone, le formazioni ufficiali
- 13:00 Frosinone, un avversario da non sottovalutare
- 12:45 Atalanta, Conference ancora in pugno: quattro vittorie per quota 15
- 12:45 Ronaldinho torna in campo a 46 anni: debutto con il Ravenna il 15 novembre
- 12:30 Atalanta, è arrivato il momento di ritrovare il gol
- 12:15 Perché la Dea può battere il Frosinone: i motivi a tre ore dal fischio
- 12:00 La domenica di Serie A: Inter-Fiorentina, la Juve a Lecce e il Milan senza tifosi a Udine
- 11:45 Atalanta, prima i punti e poi lo spettacolo
- 11:45 Atalanta-Frosinone, i convocati di Alvini: sono 26 i giallazzurri a disposizione
- 11:30 Atalanta, emergenza in difesa e nuove responsabilità
- 11:00 Il 2-2 con la Lazio: il punto della Primavera dopo otto giornate
- 10:33 Atalanta-Frosinone, i venti convocati di Sarri per l'ottava giornata
- 10:30 Atalanta, otto giorni per capire chi sei
- 10:00 Atalanta-Frosinone, i numeri della vigilia: la porta inviolata e la trasferta dei ciociari
- 09:30 Caravaggio amara: i numeri della beffa dell'Under 23 col Campobasso
- 09:00 Probabili formazioniLe scelte di Sarri: Obrić confermato, Krstović ed Elmas dal 1'
- 08:45 Atalanta-Frosinone, la tradizione è nerazzurra: porta inviolata nell'88% dei casi
- 08:15 Addio a Rayan Lawaj, il calcio giovanile bergamasco si ferma per lui
- 08:00 ZingoniaBuongiorno Dea: è il giorno del Frosinone, alle 15 la risposta
- 08:00 Probabili formazioniAtalanta-Frosinone, le probabili formazioni: Krstovic dal 1'
- 08:00 Esclusiva TAESCLUSIVA TA - L'ex Boakye: "Il mio sogno era fare la storia dell'Atalanta! Su Kamaldeen..."
- 07:45 Atalanta-Frosinone, la legge del più forte è tutta da dimostrare
- 07:31 Esclusiva TAAtalanta U23, le pagelle: De Nipoti non basta, Navarro spreca. Guerini certezza difensiva
- 07:30 Gazzetta - Valdifiori racconta Sarri: "Quell'anno mi "fregò" Jorginho"
