JUVENTUS-ATALANTA 2-0 (p.t. 1-0)
28' Conceiçao (J), 77' Bremer (J)
Terza sconfitta consecutiva e la sensazione di una squadra ancora incompleta, ma in crescita sul piano del gioco. Al termine del 2-0 subito all'Allianz Stadium contro la Juventus, Maurizio Sarri ha analizzato la prestazione dei suoi ai microfoni di Sky Sport. Il tecnico nerazzurro ha rivendicato l'equilibrio dei primi sessantacinque minuti, ha spiegato dove si sia rotta la partita e, soprattutto, ha indicato con chiarezza ciò che alla sua Atalanta manca ancora: iniziativa, entusiasmo e personalità. Con un'analisi tecnica dettagliata anche sul primo gol incassato. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Maurizio, fino all'1-0 sembravate in grado di pareggiare, poi il 2-0 ha chiuso la partita. Avete però dato l'impressione di giocare sotto ritmo, troppo lenti e prevedibili: al di là dell'aspetto tattico, è questo che manca di più in questo momento?
«Noi siamo stati in partita fino al 2-0, perché pochi minuti prima del secondo gol hanno fatto anche un salvataggio sulla riga. Dopo il 2-0 ci siamo disuniti, ci siamo allungati e abbiamo dato una sensazione diversa in quei venti minuti rispetto a quella che era stata la partita per sessanta-sessantacinque minuti: per sessantacinque minuti la gara è stata abbastanza equilibrata. Quindi da un punto di vista tecnico e tattico la squadra è in crescita. Dovrebbe crescere ancora molto dal punto di vista del coraggio, dell'entusiasmo, dell'iniziativa: e in questo mi sembra che siamo ancora un po' indietro».
La terza sconfitta di fila comincia a pesare mentalmente, sull'autostima e sulla fiducia in questo processo di cambiamento?
«Non lo so, non penso. Noi abbiamo fatto le prime tre partite giocando su bassi livelli, sia tattici sia tecnici; ora sono due partite che stiamo crescendo sotto entrambi i punti di vista. Te l'ho detto: molto probabilmente questa squadra deve accendere ancora un po' di fuoco nell'anima e avere più personalità, più coraggio, più iniziativa. Oggi, nell'unico momento della partita in cui abbiamo preso due o tre iniziative nell'uno contro uno, con Rowe sulla sinistra, siamo andati subito vicini al gol. E siccome questa squadra queste capacità le potrebbe avere, le deve tirare fuori».
Questa personalità la devi tirare fuori tu o i ragazzi? Serve lavorarci in allenamento, dare qualcosa di diverso per capire se hanno la forza di reagire?
«Qualcosa di diverso? Non so cosa voglia dire. Noi giochiamo a calcio tutti i giorni e in partita giochiamo a calcio, quindi non so cosa voglia dire "qualcosa di diverso". Stiamo anche alternando due moduli in questo momento, quindi la mente dovrebbe essere molto impegnata: non te lo so dire. È qualcosa da valutare, e sicuramente sto chiedendo questo, di avere più iniziativa e più personalità, perché oggi a un certo punto la partita ci proponeva anche di metterli sotto e di tenerli sotto. Si deve fare: poi perderemo lo stesso, ma si deve cercare di fare».
Il gol che ha compromesso la gara è il secondo, ma forse il rammarico maggiore è per il primo: stavate gestendo voi la palla, e c'è stata un'incomprensione tra Bernasconi e Scalvini.
«Sicuramente abbiamo subito un taglio alle spalle del nostro difensore esterno: in quella zona di campo chiediamo il seguimento dei movimenti, in altre no, ma lì sì. E ci siamo trovati con un difensore centrale fuori, a chiudere sulla linea di fondo. Le posizioni in area non erano quelle giuste, non mi sono piaciute: dobbiamo prendere altre posizioni. Noi possiamo prendere gol sulla palla messa dietro, ma non sulla palla che ci passa dentro: dentro non ci deve passare».
Crescita tecnica riconosciuta, ma un deficit caratteriale messo nero su bianco: Sarri chiede ai suoi il salto che non dipende dagli schemi. Con la sosta alle porte, l'Atalanta del nuovo corso ha davanti due settimane per accendere quel fuoco che, per ora, il tecnico non vede.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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