Un talento smisurato, un sorriso contagioso e numeri che spesso fanno la differenza: Rafael Leao ha riconquistato il cuore del Milan. Ma dietro la rinascita recente del portoghese c’è un paradosso che fa rumore: nell’attuale campionato di Serie A, a San Siro, il numero dieci rossonero non ha mai segnato. Un dato che stride clamorosamente con le ambizioni europee del Diavolo e con la classe di un giocatore ormai considerato determinante. Ecco perché questa sera contro l’Atalanta, nella sua partita numero 100 in casa in A, Leao è chiamato a sfatare il tabù più pesante.
IL PESO DEI NUMERI
Zero gol in 14 gare casalinghe di Serie A - dettaglia La Gazzetta dello Sport -: è il bilancio che non lascia scampo al talento di Almada. Una statistica impietosa per chi, come lui, porta sulle spalle le speranze offensive del Milan. L'ultima volta che Leao ha esultato al Meazza in campionato risale ormai al 25 maggio 2024, in un rocambolesco 3-3 contro la Salernitana. Da allora, una lunga sequenza di silenzi che sembra più il frutto di un blocco psicologico che di un reale deficit tecnico.
L’OMBRA DI SAN SIRO
Strano, ma vero: in questa stagione, il bomber portoghese è riuscito a esultare soltanto lontano dal Meazza, mettendo a referto tutte e sette le reti realizzate in Serie A in trasferta. Al contrario, negli appuntamenti casalinghi è andato in rete solo in Coppa Italia (contro il Sassuolo) e in Champions League (contro Stella Rossa e Girona). Un fatto che evidenzia chiaramente una difficoltà tattica: quando gli spazi si riducono e le difese avversarie raddoppiano sistematicamente, Leao sembra perdere lucidità. Nelle 14 partite casalinghe di campionato, il portoghese ha inquadrato lo specchio appena otto volte su ventisette tentativi, numeri ben diversi rispetto ai diciassette tiri nello specchio su trentadue tentativi fuori casa.
DALLE CRITICHE ALLA RINASCITA
La stagione di Rafa è stata caratterizzata da alti e bassi. La gestione iniziale di Fonseca e poi quella di Conceiçao, che in totale lo hanno escluso dall’undici titolare ben undici volte, aveva acceso molte discussioni. Ora, però, Leao sembra un altro giocatore: decisivo a Udine nell’ultimo successo rossonero, sia con una rete sia con un assist, si è finalmente mostrato utile anche in fase difensiva. È un Leao più completo e responsabile, pronto a dimostrare che la fiducia nei suoi confronti non è stata mal riposta.
CACCIA ALL’EUROPA
Rompere il digiuno sotto gli occhi dei 72.000 tifosi attesi stasera significherebbe non soltanto abbattere una barriera personale, ma anche lanciare il Milan verso un finale di stagione di rincorsa europea. La Champions sembra ormai lontana, mentre l’Europa League è ancora alla portata: serve però il miglior Leao possibile, il leader capace di trascinare tutta la squadra nei momenti di difficoltà.
San Siro ha atteso abbastanza: ora tocca a Leao rispondere sul campo e trasformare un tabù in un trampolino di lancio. Questa sera, per lui e per il Milan, è già una finale anticipata.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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