Fabio Paratici non è uomo da acque chete. È un fiume in piena, un dirigente che vive di adrenalina e che, di fronte alla quiete, preferisce il movimento perpetuo delle trattative. Quando il telefono ha squillato e dall'altra parte c'era la Fiorentina, in molti avrebbero guardato la classifica e declinato con garbo. Lui no. «Mi interessa, parliamone», è stata la risposta che ha acceso le speranze viola. La società di Rocco Commisso ha fatto sul serio: sul tavolo c'è un'offerta imponente, un contratto di cinque anni per affidargli le chiavi totali dell'area tecnica. Una proposta da "manager all'inglese" per gestire un'emergenza tutta italiana: salvare la Fiorentina dal disastro sportivo.
IL RICHIAMO DELLA SERIE A – Una certezza c'è: l'Italia è rimasta nel sangue dell'ex dirigente bianconero. Già in estate, durante i contatti con il Milan, era emersa la volontà di rientrare nel calcio che lo ha visto trionfare per nove anni di fila con la Juventus. Dopo l'addio nel 2021 e l'esperienza al Tottenham – segnata dall'inibizione di 30 mesi per il caso plusvalenze, terminata lo scorso luglio – Paratici sente che il tempo dell'esilio potrebbe essere finito. La sfida è complessa, ma è proprio il tipo di "mission impossible" che potrebbe riaccendere il suo entusiasmo.
UN VUOTO DI POTERE – La mossa della Fiorentina nasce dalla disperazione e dalla lucidità. L'addio del direttore sportivo Daniele Pradè, consumatosi il primo novembre tra le contestazioni, ha lasciato una voragine nell'organigramma. Roberto Goretti non è bastato a colmarla, e la figura del direttore generale Alessandro Ferrari è troppo assorbita da stadio e politica sportiva per gestire lo spogliatoio. Con Commisso negli Stati Uniti, a Firenze manca un punto di riferimento quotidiano, una figura forte che i tifosi invocano da settimane. Paratici sarebbe l'uomo forte al comando, capace di accentrare decisioni e responsabilità.
L'INCUBO CLASSIFICA – Il tempo per riflettere è poco, perché i numeri sono impietosi. La Viola è ultima con appena 6 punti in 15 partite, distante 8 lunghezze dalla zona salvezza. Un abisso peggiore di ogni previsione estiva. Nelle ultime tre gare il ruolino è da brividi: zero punti, 2 gol fatti e 7 subiti. La squadra appare smarrita, priva di leadership. Le prossime tre sfide contro Udinese, Parma e Cremonese sono veri e propri spareggi: fallirli significherebbe ipotecare la retrocessione.
IL NODO ALLENATORE E IL MERCATO – Se Paratici dirà sì, la prima patata bollente sarà la panchina - spiega La Gazzetta dello Sport -. Paolo Vanoli, arrivato il 7 novembre, ha vinto solo in Conference League contro la Dinamo Kiev, ma in campionato non ha dato la scossa. Le opzioni sul tavolo sono tre: confermare la fiducia (rischioso), richiamare Stefano Pioli o puntare su un quarto tecnico stagionale. A seguire, ci sarà da inventare un mercato di gennaio con un budget verosimilmente legato alle cessioni. Le priorità sono già chiare: un difensore, un centrocampista e un esterno offensivo. Paratici ci sta pensando, e come spesso accade, le sue decisioni maturano in fretta, magari nel cuore della notte. Firenze aspetta col fiato sospeso.
La decisione è attesa a brevissimo. Per la Fiorentina è l'ultima chiamata per dare un senso a una stagione nata male e che rischia di finire peggio.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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