Espugnato il Via del Mare con autorevolezza, Raffaele Palladino si presenta in sala stampa con il volto disteso di chi ha visto la propria squadra rasentare la perfezione. Al netto delle fisiologiche difficoltà legate alla sosta per le Nazionali e al primo caldo stagionale, l'Atalanta ha superato l'esame salentino con una prova di forza e grande acume tattico. L'allenatore campano svela i dettagli del piano gara, ringrazia i suoi ragazzi premiandoli con un giorno di riposo extra e suona immediatamente la carica in vista dei caldissimi scontri diretti contro Juventus e Roma, tappe che si preannunciano fondamentali per l'assalto alle posizioni nobili della classifica. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Mister Palladino, come analizza tatticamente questa vittoria? Il Lecce sembrava aver preparato la gara per attaccarvi in un modo specifico.
«Credo che la partita sia stata preparata da parte del Lecce, guardando i giocatori che abbiamo visto in campo, per attaccarci un po' la profondità. Mister Di Francesco conosce i nostri princìpi, sa che andiamo ad aggredire in avanti e ha schierato giocatori veloci e adatti all'attacco alla profondità come Cheddira, Fofana, Pierotti da un lato e Banda. Secondo me siamo stati molto bravi a difendere su questi attacchi lunghi e sulle seconde palle, soprattutto nei primi quindici minuti. Poi è venuta fuori la nostra qualità. Avevamo preparato un altro tipo di gara, ma vedendo che il Lecce teneva una linea molto alta, abbiamo iniziato ad attaccare la profondità con De Ketelaere, Krstovic, Zalewski e i quinti da entrambe le parti. I gol sono nati anche così. Siamo stati bravi a capire che c'era da alternare il gioco corto a quello verticale. Abbiamo fatto un'ottima partita e sono contento per i ragazzi, perché non era affatto facile dopo gli impegni delle Nazionali: avevamo quindici giocatori fuori ed è stato complicato ricompattare la squadra. Sono davvero soddisfatto della prestazione e della vittoria».
A Monaco aveva ribadito di non voler mai barattare la prestazione per il risultato. Oggi sono arrivate entrambe, con determinazione fino al novantacinquesimo. Inoltre, cosa ha detto ai ragazzi radunati in cerchio a fine partita?
«In quel cerchio in mezzo al campo... sapete che di solito non rivelo queste cose, ma stavolta ve lo dico tranquillamente. In questo periodo ho chiesto alla squadra di metterci ancora più impegno e di curare maniacalmente i dettagli e i particolari, perché le ultime partite sono le più importanti. Fa la differenza come ci arrivi: con quale testa, intensità, voglia e determinazione. Credo che i ragazzi oggi abbiano disputato una partita veramente giusta, perfetta e di grande maturità. Quindi, lì nel mezzo, ho dato loro come premio un giorno libero per domani. Era in programma un'amichevole, ma non avevamo nemmeno i numeri per giocarla, perciò ho concesso un meritato riposo, visto che molti vengono da tanti impegni con le Nazionali. Li ho ringraziati, ma ho anche chiesto loro di rimanere assolutamente sul pezzo: adesso ci attendono due scontri diretti importantissimi contro Juventus e Roma e vogliamo affrontarli nel migliore dei modi. Tornando alla prima parte della domanda, la prestazione è stata una prestazione di squadra, matura. Mi sono piaciuti moltissimo anche i subentrati, perché sono entrati tutti con la testa giusta. È esattamente questo che mi aspetto da qui alla fine della stagione».
Quest'anno la squadra ha lasciato qualche punto per strada contro formazioni sulla carta inferiori. Oggi ha sottolineato i meriti dei suoi, ma si aspettava qualcosina in più dal Lecce, al di là dei vostri meriti?
«Ovviamente non parlo per le altre squadre. Io conosco chi siamo noi e cosa dobbiamo fare noi in campo. Mi aspettavo un Lecce che partisse forte e che cercasse con insistenza gli attacchi in profondità, e così è stato. Noi siamo stati bravi a non farci ingolosire, evitando di concedere tutto quello spazio alle nostre spalle. Siamo stati lucidi nelle letture e sulle seconde palle; abbiamo fatto la differenza soprattutto sui dettagli. Il Lecce ha fatto una buona gara contro la Roma e ha offerto buone prestazioni nelle ultime uscite, li avevamo studiati a fondo. In Serie A tutte le partite sono complicate. Oggi c'era anche il fattore del primo caldo stagionale, a cui non eravamo ancora abituati, con temperature decisamente diverse rispetto al nord. C'erano davvero tante insidie: avevo quindici nazionali rientrati alla spicciolata tra giovedì e venerdì. Era una partita molto difficile da affrontare e noi siamo stati bravi. Al di là dei nostri meriti o dei loro demeriti, credo che il Lecce abbia interpretato la gara nel modo giusto, ma nell'arco dei novanta minuti è semplicemente venuta fuori la nostra qualità».
Un'ultima battuta sponda Lecce: come vede i salentini in questa complessa lotta per non retrocedere?
«Credo che il Lecce abbia a disposizione dei buonissimi calciatori, sia in attacco che in mezzo al campo, li abbiamo studiati approfonditamente. Il loro punto di forza deve essere l'entusiasmo dell'ambiente. I ragazzi vanno sostenuti, perché la salvezza se la giocheranno fino all'ultimo respiro e sono convinto che abbiano le qualità per farcela. Ovviamente dipenderà anche dai risultati delle altre concorrenti, ma faccio un grande in bocca al lupo al Lecce per la conquista della salvezza».
Parole che sanno di consapevolezza e ambizione. Raffaele Palladino si gode un gruppo compatto e mentalizzato, pronto a sfruttare l'entusiasmo di questo blitz esterno per lanciare la volata in campionato. Archiviata la pratica pugliese, il mirino si sposta inevitabilmente sui prossimi big match, crocevia ineludibili per sognare in grande.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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