L'urlo liberatorio sul divano di casa e l'occhio clinico di chi ha scritto pagine indelebili del nostro calcio. Fabio Capello non ha vissuto la sfida tra Italia e Irlanda del Nord come un semplice e pacato spettatore, ma con il trasporto emotivo di un autentico tifoso, pur senza rinunciare alla sua proverbiale e spietata lucidità di analisi. L'ex condottiero azzurro si gode il passaggio del turno, ma avverte la truppa tricolore in vista dell'incandescente finale playoff, tracciando un bilancio accurato tra luci, ombre e la vibrante atmosfera della New Balance Arena.

IL NODO VELOCITÀ E L'EFFETTO PREMIER - La principale criticità riscontrata dall'esperto allenatore friulano risiede nell'eccessiva lentezza mostrata, specialmente nella prima frazione di gioco. «Eravamo lenti di testa e di piedi», ha sentenziato senza filtri ai microfoni de La Gazzetta dello Sport , evidenziando come la modesta ma rocciosa selezione britannica abbia imbrigliato la squadra togliendo lucidità negli ultimi trenta metri. Un difetto di intensità che ricorda amaramente le fatiche delle nostre squadre di club in Europa e che è stato spezzato solamente dai ritmi anglosassoni di Riccardo Calafiori e Sandro Tonali. Proprio il centrocampista del Newcastle, autore del gol spacca-partita, ha letteralmente fatto balzare in piedi l'ex tecnico: «Un gran bel gol, da centrocampista vero. Tiro secco, potente. Lo ammetto, mi ha fatto alzare dal divano».

LA RIVOLUZIONE IN AVANTI E IL RUOLO DI ESPOSITO - Se il clamoroso errore sottoporta di Mateo Retegui sullo zero a zero ha strappato un grido di disperazione al mister, la metamorfosi offensiva della ripresa porta la firma tattica di Pio Esposito. Il giovane centravanti viene incoronato come un «giocatore vero», in grado di difendere la sfera, agire da preziosa sponda e dominare nei duelli aerei. Un complemento ritenuto tatticamente perfetto sia per l'italo-argentino che per Moise Kean, non a caso autore di un raddoppio definito impeccabile per controllo e diagonale. Applausi scroscianti anche per l'atteggiamento agonistico preteso dal commissario tecnico Gennaro Gattuso, capace di infondere quel fuoco e quell'orgoglio agonistico che erano tragicamente mancati nel doloroso ottavo di finale europeo contro la Svizzera.

I DUBBI ARRETRATI E IL BRIVIDO TRA I PALI - Spostando l'attenzione sulle retrovie, Capello predica invece un'assoluta cautela. L'impiego di Alessandro Bastoni come perno centrale necessita di banchi di prova ben più probanti: l'attuale generazione di difensori italiani eccelle nell'impostazione dal basso, come ben sanno i palati fini dell'Atalanta abituati alle trame offensive disegnate da Raffaele Palladino, ma palesa lacune nelle pure doti di marcatura. Qualche infarto sfiorato è arrivato persino dalle sapienti giocate di Gianluigi Donnarumma. Pur ribadendo che si tratti del miglior portiere al mondo, i due sanguinosi disimpegni errati con i piedi nel secondo tempo avrebbero avuto conseguenze disastrose se ad approfittarne ci fossero stati cecchini implacabili del calibro di Harry Kane o Erling Haaland.

LA TRAPPOLA BOSNIACA E IL MESSAGGIO A BERGAMO - L'ultimo gradino verso le Americhe porta ora il nome della Bosnia, squadra trascinata dall'inesauribile esperienza di Edin Dzeko. Nonostante i balcanici abbiano speso tantissime energie fisiche e mentali sconfiggendo il Galles solamente ai calci di rigore, il loro tasso tecnico è ritenuto nettamente superiore a quello nordirlandese. Mancherà, per ovvi motivi geografici, la bolgia casalinga che ha soffiato ininterrottamente alle spalle dell'Italia. Un pubblico encomiabile, quello di Bergamo, al quale però il maestro del calcio nostrano rifila un severo cartellino giallo per i cori offensivi rivolti all'estremo difensore avversario al momento del rinvio, etichettati fermamente come «una brutta abitudine» da sradicare.

L'esame di maturità definitivo è ormai alle porte. Adesso serve trasformare la gioia e le costruttive strigliate in energia pura, perché in novanta minuti ci si gioca il diritto inalienabile di sognare il Mondiale.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Ven 27 marzo 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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