Il legame indissolubile forgiato in decenni di battaglie campali sul rettangolo verde ha spinto Massimo Ambrosini a varcare i cancelli della New Balance Arena di Bergamo con il cuore in gola. Non era sugli spalti solamente nelle vesti di tifoso tricolore, ma soprattutto come fratello acquisito del commissario tecnico Gennaro Gattuso, per fargli scudo nella notte più tesa della sua nuova vita da condottiero della Nazionale italiana e spingerlo verso un traguardo che sognano di festeggiare insieme.

L'INCUBO SPAZZATO VIA E LA LIBERAZIONE - Vivere la sfida contro l'Irlanda del Nord ha significato attraversare un vero e proprio ottovolante emotivo. Ambrosini confessa di essersi commosso visceralmente al momento delle reti siglate da Sandro Tonali e Moise Kean. I fantasmi del recente passato e l'angoscia di ritrovarsi intrappolati nell'inferno degli spareggi avevano infatti zavorrato le gambe degli Azzurri nel primo tempo, portando in campo una tensione quasi paralizzante. L'ex mediano marchigiano sottolinea come il gol in avvio di ripresa abbia agito da gigantesca valvola di sfogo, restituendo brillantezza, estetica e ordine tattico a un'Italia che, sullo zero a zero, rischiava di farsi divorare da una letale frenesia.

OLTRE L'ETICHETTA E IL VERO VOLTO DEL CT - L'amore fraterno emerge con prepotenza quando si tratta di difendere la caratura professionale e metodologica dell'amico. L'ex numero ventitré rossonero combatte aspramente la narrazione superficiale che vorrebbe ridurre il selezionatore a mero motivatore folkloristico. «Certe etichette sono ingiuste», spiega con rammarico, evidenziando come sia frustrante vedere giudicato un allenatore solo attraverso la proverbiale foga agonistica, ignorando deliberatamente le raffinate idee tattiche e l'abnegazione che applica sul campo. Una cura per i dettagli che trova illustri estimatori anche nell'universo dell'Atalanta, dove Raffaele Palladino plasma quotidianamente la sua squadra con la stessa maniacale dedizione. Per l'opinionista televisivo, la testardaggine del mister calabrese nasconde in realtà una spiccata e umile capacità di assorbire e analizzare i consigli altrui.

UNA RIVALITÀ TRASFORMATA IN FRATELLANZA - Le radici di questo rapporto profondo affondano nella caldissima estate del 1999, quando un giovane ed esplosivo incontrista sbarcò a Milanello, la stagione successiva allo scudetto vinto con Alberto Zaccheroni. I due si erano già annusati nei raduni dell'Under 21, scambiandosi curiosità tra il dorato mondo milanista e le ruvide esperienze scozzesi. Uniti da un'ambizione divorante e da una fame inesauribile, si ritrovarono persino a competere per la stessa zolla di campo, una sana rivalità che Ambrosini ha saputo metabolizzare riconoscendo l'incrollabile dedizione del compagno. Insieme hanno condiviso trionfi leggendari, su tutti la magica notte di Atene in Champions League, che ha cementato un'amicizia destinata a resistere alle intemperie del tempo.

LE FORCHETTATE DI PIRLO E IL PATTO ALPINO - Nel caleidoscopio dei ricordi c'è spazio per aneddoti esilaranti e passaggi delicati. Sorridendo, rievoca le intemperanze a tavola con il genio bresciano: «Quando voleva conficcare una forchetta nella schiena di Andrea Pirlo per una battuta, mi sono dovuto mettere in mezzo per fermarlo». Ma il momento di maggior sconforto si palesò quando si paventò il concreto rischio che Gattuso lasciasse il club, un dispiacere immenso confessato a mezza voce dopo una conferma diretta dell'interessato. Oggi, i due ex mastini sono vicini di casa in montagna, ed è proprio tra le vette innevate che è stata siglata una solenne promessa: in caso di trionfo a Zenica contro la pericolosa e talentuosa Bosnia, ci sarà un brindisi epocale, magari seguito da una camminata d'alta quota, considerando la scarsa attitudine del ct con gli sci ai piedi.

Un legame indissolubile che trascende le logiche del pallone e che attende solamente gli ultimi novanta, interminabili minuti di Sarajevo per tramutarsi in uno splendido e meritato abbraccio a tinte mondiali.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Sab 28 marzo 2026 alle 09:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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