Il pass per i Mondiali dell'Italia passerà per l'inferno balcanico del Bilino Polje di Zenica, ma la tana della Bosnia ed Erzegovina sarà un po' meno spaventosa del previsto. La rovente sfida di martedì sera, crocevia definitivo per la rassegna iridata, andrà in scena in un catino parzialmente svuotato dalle intemperanze della tifoseria di casa, costretta a fare i conti con la mano pesante della giustizia sportiva internazionale che ha decurtato sensibilmente la spinta ambientale a favore degli avversari.

LA SCURE DELLA FIFA E IL RAZZISMO - La tagliola disciplinare è scattata inesorabile a causa degli incresciosi episodi verificatisi lo scorso quindici novembre, in occasione della turbolenta gara interna disputata contro la Romania. Il referto redatto dai delegati federali è stato un autentico bollettino di guerra che ha certificato un «comportamento scorretto della squadra, discriminazione, razzismo, utilizzo di materiale pirotecnico, disturbo durante gli inni nazionali e mancanza di ordine e disciplina dentro e fuori lo stadio». Una condotta scellerata che è costata alla federazione locale una pesante multa di sessantamila franchi svizzeri e, soprattutto, l'obbligo di disputare un incontro ufficiale con la capienza dell'impianto ridotta del venti per cento.

LO SCONTO SUI BIGLIETTI E L'ESODO AZZURRO - Poiché la truppa trascinata in campo dall'intramontabile Edin Dzeko ha successivamente disputato le proprie gare in trasferta tra Austria e Galles, la sanzione dovrà essere scontata forzatamente proprio nel match decisivo contro gli Azzurri. Calcolando la chiusura parziale e sottraendo le ampie zone cuscinetto necessarie per garantire l'ordine pubblico, la disponibilità reale dei tagliandi crollerà drasticamente a sole ottomila e ottocento unità. In questo scenario surreale, il contingente tricolore manterrà fortunatamente intatta la propria quota: saranno circa ottocento i valorosi sostenitori italiani pronti a far sentire la propria voce nel settore ospiti, sfidando un ambiente infuocato che non vede l'ora di trasformare la gara in una cruenta battaglia agonistica.

L'EFFETTO CATINO E IL PARAGONE OROBICO - L'impianto da poco più di tredicimila posti rappresenta un vero e proprio fortino per la selezione di casa, preferito di gran lunga all'arena della capitale Sarajevo (decisamente più capiente ma dotata di un'acustica dispersiva a causa della pista d'atletica, oltre a essere attualmente in fase di restyling). Si tratta di una struttura intima e compatta, le cui caratteristiche ricalcano per intensità e vicinanza al rettangolo verde quelle della New Balance Arena, dove Raffaele Palladino costruisce quotidianamente le fortune e le geometrie dell'Atalanta. Un calore ravvicinato e asfissiante che, per mentalità e approccio, piace moltissimo anche al commissario tecnico Gennaro Gattuso, il quale ha recentemente elogiato proprio la magica bolgia bergamasca dopo il vitale e sofferto successo in semifinale sull'Irlanda del Nord.

Meno decibel e qualche seggiolino vuoto in più non cancelleranno certamente l'ostilità sportiva e la trappola di Zenica, ma la Nazionale tricolore ha ora un piccolo e prezioso vantaggio ambientale da sfruttare con cinismo per espugnare il fortino e volare finalmente in America.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Sab 28 marzo 2026 alle 10:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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