Nello studio di "Fuoriclasse" su DAZN, l'analisi di Atalanta-Napoli si trasforma in un acceso dibattito che unisce la moviola tecnica alle valutazioni tattiche. Gli opinionisti presenti, guidati dalla voce tecnica di Cristian Brocchi, hanno espresso forti perplessità sulla linea di condotta del VAR, ponendosi in netto contrasto con l'interpretazione istituzionale sul rigore revocato a Hojlund. Oltre alle questioni arbitrali, la lente d'ingrandimento si è spostata sui limiti difensivi palesati dal Napoli: una retroguardia che si è sgretolata sulle palle inattive e ha concesso spazi fatali agli incursori nerazzurri, complicando non poco la corsa Champions degli azzurri. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Cristian, non sei affatto d'accordo con l'interpretazione tecnica sul contatto Hien-Hojlund. Per te era calcio di rigore?
«Assolutamente sì, per me quello è rigore netto e anche il gol successivo annullato al Napoli era regolarissimo. Rispettando l'opinione di tutti, la dinamica mi sembra inequivocabile: Hojlund fa un doppio passo e salta l'avversario portandosi la palla sul sinistro. Nel momento in cui lo supera con il dribbling, Hien lascia la coscia destra larga e non la toglie, abbattendo l'attaccante. Chi ha giocato a calcio sa benissimo che se superi l'avversario e lui pianta la gamba in quel modo ostruendoti la corsa, è fallo. Ma la vera critica che muovo è al protocollo: perché il VAR è intervenuto per richiamare l'arbitro al monitor? Hojlund non ha simulato e l'arbitro Chiffi era posizionato perfettamente a tre metri dall'azione, valutando l'entità del contatto in presa diretta. Non essendo un chiaro ed evidente errore, il VAR non doveva assolutamente intromettersi, creando solo una grande confusione».

Spostandoci dall'arbitraggio alla prestazione tecnica in campo, come giudicate la prova del Napoli e la sconfitta incassata alla New Balance Arena, che riapre pericolosamente i giochi per il quarto posto?
«Nonostante il risultato avverso e il momento di grande emergenza dovuto ai numerosi infortuni nel reparto arretrato, il Napoli continua a trasmettere buone sensazioni sul piano del gioco. Nel primo tempo hanno fatto ottime cose e la partita è girata prepotentemente sugli episodi e su alcune leggerezze difensive imperdonabili. Basti pensare che il Napoli aveva subìto un solo gol di testa in tutta la stagione e contro l'Atalanta ne ha incassati ben due in una sola sera. Se il primo può essere giustificato dalla perfetta esecuzione di uno schema da palla inattiva, il secondo evidenzia errori marchiani: Politano ha lasciato una prateria a Bernasconi per effettuare il cross, e Olivera ha concesso troppo spazio a Samardzic in area. Lazar ha compiuto uno stacco imperioso, quasi alla Scamacca, ma le disattenzioni difensive del Napoli sono state fatali. È anche vero che gli azzurri sono stati molto sfortunati, dovendo fare i conti con un infortunio in corso d'opera che ha costretto l'adattamento di un terzino come marcatore centrale. Tuttavia, una squadra che ambisce a blindare la zona Champions non può permettersi amnesie del genere».

L'analisi tecnica in studio restituisce l'istantanea di un campionato vissuto sul filo del rasoio. Tra l'uso ancora acerbo e dibattuto del VAR e la cinica spietatezza dell'Atalanta sui cali di tensione altrui, la volata Champions si annuncia più imprevedibile che mai.

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Sezione: Serie A / Data: Lun 23 febbraio 2026 alle 17:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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