Fermare il campionato per un periodo di tempo. Questa sembra essere la soluzione più accreditata per arginare il problema nato in casa Genoa che registra 16 positivi al coronavirus, due già isolati in precedenza, e che solo qualche giorno fa ha disputato il match contro il Napoli che ora trema. Dello stesso avviso è anche il Viceministro alla Salute Sileri che così ha affermato su Rai Radio1: "Gli abbracci e l'esultanza in campo dovrebbero essere vietati. La distanza deve comunque essere mantenuta. Se da 1 positivo nella squadra sono diventati 14 vuol dire che il virus è circolato, che non sono state mantenute le distanze. Se abbiamo un tampone negativo non dobbiamo pensare di essere invincibili. Continuare a mantenere le distanze è fondamentale. Se c'è una squadra con 14 persone positive, disputare una partita è quasi impossibile. Ora il Napoli deve fare i tamponi ma con una certa tempistica, bisogna aspettare un certo periodo di incubazione che è di 4-6 giorni. Devono andare in quarantena i giocatori che hanno avuto dei contatti stretti, non tutti, ma quelli che sono stati vicini sì. L'esperienza del Genoa ci insegna che l'uso del tampone andrebbe regolamentato. La quarantena resta il gold standard. Se ci fossero altri casi nel Napoli io, da medico e non da viceministro, direi che la cosa migliore sarebbe fermarsi almeno per 7 giorni. Ci dovremmo comportare come ci comportiamo con i focolai".

TAMPONI - "In alcuni casi sono sopravvalutati, perché è la tempistica dei tamponi che è importante. Non è detto che nella fase di incubazione del virus si risulta positivi al tampone".

Sezione: Altre news / Data: Mar 29 settembre 2020 alle 21:45 / Fonte: LaLaziosiamonoi.it
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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