Delle scadenze di contratto abbiamo parlato a lungo, e a lungo ancora ne parleremo in questi mesi. Mai come stavolta ci sono giocatori di livello: non solo in scadenza a giugno, ma anche con un solo anno di contratto. Occasioni che fino a un anno fa erano rarissime, soprattutto con questi nomi in ballo. Opportunità che venivano cavalcate con largo anticipo dalle società che provavano a fare l’affare. Ora la situazione si è quasi ribaltata, i rapporti di forza sono diventati diversi. E non è scontato né l’esito felice di una trattativa né tantomeno un guadagno (e una commissione, per l’agente) più alto.
E’ chiaro che tutto dipende dalla difficoltà economica che sta vivendo in questo momento il mondo a causa del Covid, ma già da tempo si parlava di una “bolla” sugli stipendi, che prima o poi sarebbe scoppiata. Il Covid ha accelerato la vicenda. E ora il potere contrattuale che prima era alla base di giocatori vicinissimi (o anche semplicemente vicini) alla scadenza è mutato. E’ vero che ogni vicenda fa storia a sé: ma se questa è la situazione al vertice, immaginatevi alla base.
Nello specifico due bandiere della Juventus potrebbero non vestire più la maglia bianconera la prossima stagione. Sarà decisivo (eventualmente) un confronto diretto con il presidente Agnelli, ma l’esito non è comunque scontato. Certamente per ragioni anagrafiche: ma Chiellini e Buffon il prossimo anno potrebbero non essere più alla Juve. Ad oggi peraltro non sappiamo se hanno già deciso di chiudere la carriera da giocatori o meno (e Chiellini non sembra orientato a smettere) ma non c’è stata, finora, alcuna offerta di rinnovo da parte della Juve. Che è di fronte a un cambiamento deciso: la linea, in teoria, sarebbe non solo quella del contenimento dei costi, cercando comunque di abbattere il monte ingaggi, ma allo stesso tempo quella di investire sui giovani. Non saremmo sorpresi se i possibili nuovi acquisti in casa bianconera dovessero essere tutti U23. Con una politica conservativa rispetto alla rosa attuale. Il rinnovo del prestito di Morata, il ritorno di Rugani, magari la cessione di De Sciglio (il Lione lo vuole, ma al momento anche in Francia ci sono problemi economici, forse più gravi che in Italia) e quella di Douglas Costa (ha ricevuto fra le altre offerte anche una proposta dal Tigres).
Anche il Milan è molto impegnato sul fronte rinnovi. Tre a scadenza ora, e tutti importanti. Per Ibra si respira ottimismo: il dialogo è continuo, soprattutto con il giocatore, che peraltro si è immedesimato nel ruolo di guida di questo Milan che vuole ritornare stabilmente in Champions League. Lui, pur non avendo giocato tutte le partite e andando per i 40, si sente comunque centrale. E questo, chiaramente, fa la differenza.
Anche Donnarumma è importante. Ma qui la situazione è molto più complessa. Intanto perché Donnarumma ha 22 anni, è uno dei migliori portieri del mondo e già guadagna una cifra importante (6 milioni di euro). Il Milan ha fatto due proposte. La prima (da 6+1) è stata declinata. La seconda (7+1, con il bonus sempre legato alla qualificazione in Champions League) tecnicamente ancora no, ma è come se lo fosse. Non ci sono stati ulteriori contatti in questi ultimi giorni. E probabilmente, fino alla qualificazione in Champions (o meno) del Milan non ci saranno.
Donnarumma non vorrebbe lasciare il Milan a zero ma allo stesso tempo ha l’ambizione di giocare in pianta stabile nell’Europa che conta, dove non ha ancora esordito nonostante abbia fatto più di 200 partite in A e 25 in Nazionale.
C’è sul tavolo anche l’ipotesi di poter rinnovare due anni (anche per capire l’evoluzione del progetto del Milan, per capire se continuerà in questa crescita) ma il Milan la prenderebbe in considerazione se le cifre dovessero rimanere quelle già offerte al ragazzo. Squadre su Donnarumma ancora non ci sono, anche perché Gigio può andare solo in grandi club (e preferirebbe non andare in Premier). Il giro dei portieri non è iniziato, ma Donnarumma, qualora non si trovasse accordo con il Milan, potrebbe anche andare in una big, sebbene non abbia garantito il posto da titolare.
Per l’altro in scadenza, Calhanoglu non ci sono sostanziali novità (e magari dopo la pausa nazionale estremamente positiva per lui ci saranno) e per questo il Milan si sta cominciando a cautelare. Si segue con interesse Ilicic. Che nonostante abbia il contratto con l’Atalanta fino al 2023, potrebbe lasciare i nerazzurri in virtù di un rapporto non idilliaco con Gasperini. L’ostacolo principale (prima del prezzo) è l’età: non è un giovane su cui costruire (ha 33 anni) anche se la qualità non è certo messa in discussione.
L’Inter non ha particolari problemi con i rinnovi di contratto (sta trattando con Lautaro Martinez per adeguamento), ma ha messo gli occhi su Maksimovic, che va a scadenza con il Napoli. Anche perché potrebbe andare a sostituire, almeno numericamente, Ranocchia.
Se ci spostiamo alle scadenze 2022, fra le altre (senza dimenticare i big come Pogba, Neymar, Mbappé, Dybala e CR7 tanto per citarne alcuni) c’è una storia tanto simile da sembrare un copia e incolla. Due Lorenzo, entrambi capitani delle rispettive squadre, squadre della città dove sono nati e dove - di fatto - sono sempre stati (tranne una breve esperienza fuori). Dove sono cresciuti. Sono fra i talenti della nostra Nazionale, dai piedi dei quali potrebbero dipendere buona parte delle fortune (e delle gioie) per il prossimo Europeo. Entrambi sono in corsa per un posto in Champions ed entrambi per parlare di rinnovo di contratto vogliono aspettare (proprio per raggiungere l’obiettivo) la fine del campionato. Napoli e Roma, per Insigne e Pellegrini, aspetteranno. E poi inizieranno a trattare. Forse tardi, anche se visti i tempi sembrano in ottima compagnia. Considerata la situazione mondiale c’è ancora tempo. Ma è come se fosse una roulette.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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