L’unica a vincere è il Napoli, dopo la due giorni di Champions. E non senza aver rischiato di subire una beffa. La beffa invece l’hanno dovuta ingoiare le due avversarie delle italiane di questo mercoledì. Un autogol a pochi minuti dalla fine quando, forse anche in maniera insperata, il Braga aveva raccolto improvvisamente il pari. Autogol che regala al Napoli la vittoria, arrivata con un Di Lorenzo sempre protagonista (ancora un gol per lui e perfino di sinistro, oltre al palo e alla consueta prestazione mostruosa), con un Osimhen ancora troppo impreciso e con un Kvara che non riesce pienamente a decollare. Il Napoli però si sta ritrovando e questo 2-1 servirà sicuramente per scacciare un po’ di nubi (e pensare che siamo soltanto alla quinta partita ufficiale…) e ridare fiducia nei propri mezzi a questo gruppo che fino a poco tempo fa meravigliava l’Italia e che ora può tranquillamente e serenamente continuare a farlo. Basta avere la giusta mentalità e ritrovare la stessa sintonia che Spalletti lo scorso anno era riuscito a trovare. Certamente un passo avanti rispetto alla prestazione di Genova dove i balbettii erano stati tanti e più evidenti. Qui, anche se fosse arrivato il pareggio, il problema non era certamente l’approccio o la mentalità, quanto l’incapacità di chiudere la gara (o di segnare prima). Dettagli: ma nella competizione dei dettagli fanno la differenza.
L’Inter tira invece un gran sospiro di sollievo. Il derby di Milano sembra non aver fatto male (nell’animo) soltanto ai milanisti! La prestazione nerazzurra paragonata a quella di sabato pomeriggio sembra un altro sport. O un’altra squadra. Certamente merito della Real Sociedad che ha giocato davvero bene fino al 75esimo, ma l’Inter non riusciva proprio a venire fuori, a rendersi pericolosa. E’ riuscita a segnare al primo vero tiro in porta e grazie a una giocata di Barella e Lautaro. Avrebbe avuto anche la forza di ribaltarla addirittura. E paradossalmente torna in Italia con un po’ di rammarico. Inzaghi durante la partita le ha provate tutte per svegliare l’Inter dal torpore.
Ha chiuso con tre punte in campo e Di Marco braccetto di sinistra (che non c’è mai stato!) ma ha funzionato. L’Inter ha trovato più equilibri da sbilanciata che prima. Però, sebbene il pari sia salutato con ottimismo e con il sorriso, ci si aspettava i tre punti da questa sfida.
Il rammarico più grande è certamente per il Milan che ha prodotto tanto e non è riuscito a segnare. Nel girone più difficile sarebbe stato importante andarsi a prendere 3 punti anche per reagire dopo la sconfitta nel derby. Il Milan avrebbe meritato, ma in un modo o nell’altro il Newcastle ha resistito. Il “problema” è che troppi sono stati gli errori sottoporta. E nessuno può pensare che i rossoneri abbiano sottovalutato l’impegno. Mancanza di lucidità, forse brillantezza e smalto. In una partita dove davvero non c’è stata mai la sensazione di andare sotto, di dover temere (troppo) le iniziative del Newcastle. Anche con delle scelte particolari (vedi Pobega per esempio) per fare in modo che davvero tutti fossero coinvolti nel progetto rossonero. Ora il Milan è costretto ad inseguire e se vuole ripetere il cammino della passata stagione dovrà impegnarsi più del dovuto, in un girone - come abbiamo detto - particolarmente duro.
Il pareggio della Lazio ha tutt’altro sapore. Intanto perché è arrivato all’ultimo secondo e profuma di vittoria. E poi il fatto che sia stato Provedel a segnare è davvero una cosa talmente extraordinaria che regala a tutta la partita una colorazione diversa. In più, il pari è arrivato contro la prima del girone e, visto il periodo della Lazio, è un’iniezione di fiducia. Ora la Lazio deve ritrovare concretezza, visto che in questo avvio di stagione lì davanti i gol arrivano con meno frequenza rispetto a prima.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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