Esistono sconfitte che bruciano per il risultato e sconfitte che lasciano cicatrici per le conseguenze che si portano dietro. Quella di Bruxelles appartiene di diritto alla seconda categoria, segnando uno spartiacque amarissimo nella campagna continentale dell'Atalanta. L'1-0 incassato contro un modesto ma ordinato Union Saint-Gilloise non è un semplice incidente di percorso, ma un verdetto che rispedisce la Dea nella "zona grigia" della competizione, togliendole il pass per l'aristocrazia degli ottavi diretti. In una notte dove serviva cinismo e governo del gioco, i nerazzurri hanno offerto il fianco a un avversario tutt'altro che irresistibile, trasformando un'autostrada verso la gloria in una mulattiera ripida e pericolosa.

L'IMPERDONABILE LEGGEREZZA - La serata belga è stata un compendio di tutto ciò che è vietato fare in Champions League. Imprecisioni tecniche in fase di impostazione, leggerezze difensive e una preoccupante incapacità di gestire i ritmi della gara hanno consegnato le chiavi del match ai padroni di casa. L'Union ha fatto il suo compitino con aggressività e pazienza, attendendo il varco giusto che si è materializzato al 70', quando Khalaili ha punito una retroguardia già in affanno. A questi livelli, i dettagli non sono sfumature, ma sentenze inappellabili: la classifica finale, con quel 15° posto a 13 punti e una differenza reti in equilibrio precario, è la fotografia impietosa di un'occasione gettata al vento, un po' come accadde ai cugini rossoneri un anno fa.

LA FOTOGRAFIA DEL RIMPIANTO - Il paradosso di una notte stregata è che, nonostante la prestazione opaca, il salvagente del pareggio è rimasto a galla fino all'ultimo respiro. L'errore clamoroso di Kamaldeen Sulemana in pieno recupero, capace di divorarsi un gol a porta spalancata, è l'istantanea perfetta del disastro: quando anche la buona sorte decide di voltarti le spalle, significa che il destino ha già emesso la sua condanna. Quel pallone finito fuori porta via anche le ultime certezze, lasciando spazio solo ai "se" e ai "ma" che nel calcio non fanno classifica.

DALL'OPPORTUNITÀ AL PERCORSO DI GUERRA - Ora lo scenario muta radicalmente e l'orizzonte si tinge di scuro. Il prezzo da pagare per la disfatta di Bruxelles è altissimo: l'Atalanta dovrà passare dalle forche caudine dello spareggio playoff, dove troverà una tra Borussia Dortmund e Olympiacos. Ma è guardando ancora più in là che vengono i brividi: in caso di passaggio del turno, agli ottavi ad attendere la Dea ci saranno i mostri sacri, Bayern Monaco o Arsenal. Quello che poteva essere un cammino di gestione diventa ora una scalata himalayana senza ossigeno. Non è ancora una sentenza definitiva, ma è un avvertimento che suona come una sirena d'allarme: l'Europa che conta non aspetta gli indecisi e non perdona le serate storte. Se l'Atalanta vuole restare al tavolo delle grandi, deve cambiare registro immediatamente.

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© foto di https://x.com/ChampionsLeague
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Sezione: Copertina / Data: Gio 29 gennaio 2026 alle 01:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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