Gian Piero Gasperini, tecnico dell'Atalanta, è così intervenuto in conferenza stampa per analizzare il match contro il Venezia: "Ringrazio la famiglia Percassi per il rinnovo, mi sento importante per quello che è il loro progetto. Mi vedono sempre come una figura importante, sono molto felice perché sto molto bene a Bergamo. Per noi è un'esigenza continuare avanti e portare soddisfazioni. L'Atalanta sta cambiando molto, così come le esigenze. La squadra ha fatto dei passi notevoli, adesso la dimensione porta a delle nuove visioni. Sono felice di continuare così".
Il rinnovo è arrivato anche grazie a delle garanzie?
"No sul giocatore in particolare, io non ho mai chiesto. Ho sempre chiesto un ruolo in particolare, poi ci sono delle persone che lavorano per quello, che possono portare quello che sia giusto per la società. Quando io ho chiesto un portiere è arrivato Musso, ci sono state anche delle polemiche. Per me è stato un grande colpo. Sarà compito della società in base alle possibilità, poi quando esce fuori il nome faremo delle valutazioni, ma io non ho mai fatto una richiesta specifica. Boga è un ottimo giocatore, in quel ruolo ci sono ottimi giocatori. Il target sicuramente è cambiato. Avere 16-17 giocatori ci permette di cambiare tanto ed avere una squadra competitiva. Ci sono 16-17 titolari, esclusi i portieri, che sono sufficienti per giocare a calcio. È importante avere dei giovani, abbiamo Lovato, Scalvini e Pezzella. Bisogna concentrarsi su questi numeri, poi il settore giovanile dell'Atalanta può compensare. Non mi sono mai fissato sui giocatori, a volte hanno dei costi o altro, ci sono un sacco di persone in mezzo. Non c'è posto per fare scommesse, abbiamo cambiato target: Romero, Pessina, Koopmeiners, Demiral, sono tutti giocatori forti, questo è il principio dell'Atalanta oggi, altrimenti meglio non prendere nessuno".
Ora c'è il Napoli.
"Dobbiamo cercare di far bene in questo ultimo mese, ci sono tante squadre. Dobbiamo arrivare alla fine del girone d'andata, dove sapremo se saremo ancora in Champions o meno, arriviamo in un momento decisivo per poi affrontare la seconda parte di stagione. Dopo la gara con la Juve c'era il rischio di avere un po' di fatica mentale, ma già da ieri si vedeva che ci aveva dato parecchia benzina. I titolari sono tanti. Sono contento per Pezzella, le prestazioni così ti fanno acquisire minutaggio. Non ho mai fatto distinzioni tra titolari e riserve".
Sono cambiati i suoi obiettivi?
"Se intendete vincere lo scudetto o meno...io ho sempre alzato l'asticella da quando sono arrivato. L'Atalanta non può giocare per lo scudetto, Milan, Napoli e Inter hanno dimostrato qualcosa di più. Non può essere un obiettivo che ci poniamo a priori, io adesso vorrei puntare a una crescita tecnica, al tipo di giocatori che si vanno a prendere, lì c'è la condivisione importante. La squadra è cresciuta, sotto l'aspetto personale non posso chiedere di più. Poi c'è l'aspetto tecnico, finché ci sarà la stessa visione non cerco altre situazioni diverse".
Quanto può crescere la squadra?
"Questo gruppo è una garanzia di risultati e di modo di stare in campo, per giocare a livello più alti dobbiamo alzare il livello tecnico. Sbagliamo ancora qualcosa di troppo rispetto al target delle squadre più in alto. Abbiamo fatto massimo 78 punti, per vincere lo scudetto ne devi fare 85-90, non è roba da poco. Dipenderà dall'evoluzione, se riusciamo a migliorarci ancora soprattutto in attacco lo vedremo. Se potrò dirlo lo farò, mi sono sempre esposto prima degli altri. Se tra due mesi sarà così lo dirò, ora no. Se ci arriveremo lo vedremo in campo, è quello che parla. Se vedremo lo spessore nessuno si tirerà indietro nessuno".
Cosa è cambiato dalla vittoria col Napoli nel 2016?
"C'era una tensione, quella partita lì ha dato una svolta, era tutta un'altra Atalanta che a volte rimpiango pure, c'erano tanti giovani".
Toloi?
"C'era un po' di battibecco tra Djimsiti e Henry, volevo evitare ammonizioni".
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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