Panagiotis Louka è l'unico calciatore cipriota ad aver indossato la maglia dell'Atalanta. Alla vigilia di la sfida tra la Dea e il Pafos in programma a Bergamo, l'attaccante classe 26 anni del Nea Salamina ha ripercorso la sua esperienza nel vivaio nerazzurro in un'intervista concessa all'edizione cipriota di Goal, tra ricordi, confronti e un pronostico tutt'altro che scontato.

LA TRIPLETTA CHE CAMBIÒ TUTTO - La sua avventura italiana nasce da una partita con la selezione giovanile di Cipro contro la Bielorussia. Entrato a gara in corso con la sua squadra sotto di due reti, firmò una tripletta che ribaltò il risultato. In tribuna c'era un procuratore italiano, che rimase colpito e segnalò il ragazzo all'Atalanta. Arrivato il via libera, poco dopo aver compiuto quindici anni Louka lasciò famiglia e amici per trasferirsi a Bergamo, dove proseguì gli studi e imparò l'italiano.

GLI ANNI NEL VIVAIO NERAZZURRO - Nel settore giovanile atalantino ha percorso le tappe dell'Under 17, dell'Under 18 e della Primavera, con cui ha festeggiato anche la conquista dello scudetto di categoria. Nessuna presenza in prima squadra, ma più di un'occasione per allenarsi accanto ai grandi, grazie a una filosofia che il club applicava con convinzione: «Potevi iniziare l'allenamento con la Primavera e, durante la seduta, essere chiamato a proseguire con la prima squadra». Un'abitudine preziosa, spiega l'attaccante, perché permetteva ai giovani di crescere nelle partitelle e all'allenatore di valutare ogni elemento a disposizione.

ITALIA E CIPRO, DUE MONDI - Dall'esperienza bergamasca Louka ha tratto soprattutto una lezione di metodo, che rende impietoso il confronto con la realtà del suo Paese: «Soprattutto a livello di settore giovanile, a Cipro spesso non abbiamo nemmeno le basi». Il divario, a suo giudizio, riguarda strutture, servizi e competenze, ma anche il lavoro sul campo, dove i giovani italiani si distinguono per la cura maniacale della preparazione: «Danno un'enorme importanza alla condizione fisica, alla corsa e alla tattica. Lavorano molto sui dettagli all'interno della partita». Un ritratto che spiega meglio di qualsiasi statistica il successo del modello nerazzurro.

UNA CITTÀ, UNA SQUADRA - Con l'ambiente atalantino l'ex giovane del vivaio ha conservato ottimi rapporti, e il ricordo più vivo è quello del legame viscerale tra la squadra e i suoi tifosi, in una città dai ritmi tranquilli. «È la definizione di "una città, una squadra"», racconta, sottolineando come l'intera Bergamo si schieri con passione accanto ai colori nerazzurri: «La città festeggia ogni volta che la squadra vince».

IL DOLORE DEL 2020 - Il racconto si fa più intimo quando il discorso tocca la pandemia, che proprio nel 2020 rese tristemente nota Bergamo in tutto il mondo. Louka aveva già lasciato l'Italia per trasferirsi in Bulgaria, allo Tsarsko Selo, ma le telefonate con gli ex compagni gli restituirono tutta la portata del dramma: «Non ho vissuto quell'incubo, ma parlavo con i miei ex compagni e con persone della squadra ed erano tutti scioccati». Tra le vittime, ricorda con commozione, ci fu anche l'autista del club che accoglieva i ragazzi all'aeroporto: «Ci hanno detto che la causa della morte era il coronavirus». Una ferita che, nelle sue parole, la città non potrà mai rimarginare del tutto.

L'ATALANTA DOPO GASPERINI - Autore di un gol nelle prime quattro presenze stagionali, nel successo del Nea Salamina sull'Anorthosis, Louka continua a seguire da vicino la sua ex squadra. E individua un calo di brillantezza dopo l'addio di Gian Piero Gasperini: «L'Atalanta non è la squadra che abbiamo ammirato negli anni precedenti». Pur riconoscendo la qualità della rosa, l'attaccante concede chance concrete a la formazione cipriota detentrice della coppa nazionale: «Se il Pafos si presenta come deve ed è in una buona giornata, può portare via punti». E la previsione finale suona come un avvertimento: «Penso che il Pafos metterà in difficoltà l'Atalanta e credo che vedremo una partita aperta».

IL CUORE DIVISO - Bergamo nei ricordi, Cipro nel sangue. Per Louka, quella di stasera sarà una partita da guardare con occhi speciali.

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Sezione: Interviste / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 20:11
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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