L'esordio in Conference League contro il Pafos è anche l'occasione per misurare a che punto è la nuova Dea. Claudia Esposito, giornalista bergamasca e responsabile delle esclusive di TuttoAtalanta.com, intervistata da goal.cy, il portale sportivo di Philenews, ha analizzato la squadra di Maurizio Sarri alla vigilia di una sfida che arriva tra rotazioni e un nodo difesa ancora da sciogliere, indicando senza giri di parole l'obiettivo europeo.

Dove si colloca la Conference League tra le priorità dell'Atalanta in questa stagione? C'è l'ambizione di arrivare fino in fondo e conquistare il trofeo?
«Certamente. La Conference League è uno degli obiettivi principali dell'Atalanta quest'anno e l'ambizione è arrivare fino in fondo e vincere il trofeo. Gli stessi giocatori hanno espresso più volte questa ambizione, ma sono soprattutto i tifosi a crederci tantissimo: vogliono vincere la Conference League. C'è grande fiducia, perché sulla carta l'Atalanta ha una rosa più forte di molte altre squadre della competizione. Questo non significa che sarà facile: alcune trasferte europee possono essere particolarmente insidiose, soprattutto contro squadre meno conosciute, in stadi più piccoli e dall'atmosfera molto calda. In Europa non si può sottovalutare nessuno. C'è comunque la forte convinzione che questa sia una grande occasione per conquistare un altro trofeo internazionale. Inoltre, visto l'avvio difficile in campionato, la Conference League potrebbe rappresentare anche la strada più percorribile per qualificarsi all'Europa League della prossima stagione».

Come descriveresti dal punto di vista tecnico l'Atalanta di quest'anno? Quali sono i suoi punti di forza e dove deve ancora migliorare?
«È un'Atalanta in una fase di transizione, alla ricerca di una nuova identità, che finora ha mostrato difficoltà importanti sia nel rendimento complessivo sia a livello individuale. Il cambiamento tattico è profondo: dopo quasi dieci anni di difesa a tre, Sarri ha introdotto il 4-3-3, passando da una marcatura orientata sull'uomo a un'organizzazione difensiva basata soprattutto sulla zona. Non è facile per giocatori abituati per anni a determinati meccanismi e automatismi. La squadra ha ancora bisogno di tempo per assimilare le nuove idee: i giocatori sembrano spesso pensare troppo, la circolazione della palla è lenta, la manovra offensiva prevedibile e manca l'aggressività che ha sempre caratterizzato l'Atalanta. Ci sono difficoltà nel creare occasioni e nel concretizzarle, oltre a molti errori individuali, soprattutto in difesa: quasi nessun giocatore, finora, è riuscito a esprimere tutto il proprio potenziale. Secondo me manca anche un vero leader. Gli addii di de Roon e Djimsiti, due punti di riferimento importanti sia in campo sia nello spogliatoio, hanno sicuramente pesato. La vittoria per 3-1 sul Venezia ha mostrato qualche progresso: nei primi trenta minuti abbiamo visto un'Atalanta più aggressiva, rapida ed efficace, ma poi sono riemerse diverse debolezze, soprattutto in difesa. Sulla carta, comunque, la rosa è di qualità eccellente e competitiva con le altre big della Serie A: basti pensare che tredici giocatori sono stati convocati dalle rispettive nazionali nell'ultima sosta».

Come si avvicina l'Atalanta alla partita con il Pafos? Dove pensi che si deciderà e che cosa potrebbe mettere in difficoltà i padroni di casa?
«Credo che Sarri cercherà di sfruttare questi pochi giorni per far assimilare ancora di più la sua filosofia alla squadra. Sarà interessante vedere se manterrà il 4-2-3-1 utilizzato nell'ultima partita al posto del suo consueto 4-3-3, con De Ketelaere alle spalle della punta, dandogli maggiore libertà di movimento e la possibilità di partecipare in modo più efficace alla manovra offensiva. I primi trenta minuti con il Venezia sono stati incoraggianti: l'Atalanta è apparsa più aggressiva, rapida e pericolosa. Poi, però, sono riemerse diverse debolezze, soprattutto in difesa, e credo che questo sia uno degli elementi che potrebbero decidere la partita. Quando l'Atalanta riesce a tenere alta la linea difensiva e a pressare l'avversario, può esaltare di più la propria qualità. Quando invece arretra troppo, fatica a uscire dalla propria area, perde il controllo del gioco e concede occasioni, in parte anche per errori individuali. Il Pafos potrebbe quindi sfruttare queste debolezze, soprattutto se riuscirà a salire e a mettere pressione alla difesa atalantina. La chiave sarà la capacità dell'Atalanta di mantenere intensità, equilibrio e concentrazione per tutta la partita, evitando quei passaggi a vuoto che finora le hanno creato più volte problemi».

Un'Atalanta che punta dritta alla coppa, ma che prima dovrà ritrovare continuità per novanta minuti. E sulla squadra di Sarri l'integrale offre molti altri spunti, insieme al ritratto di una Bergamo ferita e rinata.

LEGGI QUI → L'intervista integrale di Claudia Esposito a goal.cy su TuttoAtalanta.com

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Sezione: Interviste / Data: Gio 15 ottobre 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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