La trasferta in terra bosniaca non rappresenta soltanto un crocevia fondamentale per il prestigio sportivo e il blasone della Nazionale italiana, ma nasconde un peso specifico enorme anche per i delicati bilanci di via Allegri. Quando il consiglio federale ha recentemente approvato il budget di previsione per il 2026, mettendo in conto una potenziale perdita di 6,6 milioni di euro, il presidente Gabriele Gravina è stato estremamente chiaro nel sottolineare quanto l'accesso alla fase finale del Mondiale in programma tra Stati Uniti, Canada e Messico potrebbe stravolgere positivamente i conti.

LA VALANGA DI MILIONI E IL MALUS SPONSOR - Per ragioni di sana e ferrea prudenza contabile, la Federazione ha redatto i documenti senza calcolare gli eventuali, ricchissimi benefici derivanti dalla qualificazione. Ebbene, – come rivela l'inchiesta de La Gazzetta dello Sport – la sfida da dentro o fuori di Zenica ha un valore economico stimabile intorno ai trenta milioni di euro complessivi. Una cifra vertiginosa che si compone di diverse, pesantissime voci. In primis, le clausole contrattuali pattuite con gli attuali sponsor tecnici e commerciali prevedono un "malus" di circa 9,5 milioni, ovvero una decurtazione automatica dei compensi in caso di drammatica eliminazione.

L'EFFETTO ADIDAS E LA MINIERA AMERICANA - Al contrario, l'approdo nel torneo intercontinentale innescherebbe un circolo vizioso dorato. Il colosso Adidas, che ha recentemente soffiato la partnership a Puma garantendo un compenso base lievitato fino a 35 milioni annui, punta fortissimo sulla rassegna nordamericana. Il mercato a stelle e strisce è considerato nevralgico per l'espansione del brand: la vetrina iridata garantirebbe un'impennata clamorosa nella vendita del merchandising (che già nel 2024 ha generato royalties per 11 milioni), oltre ad agevolare la chiusura di nuovi accordi di sponsorizzazione attualmente in fase di stallo proprio in attesa del verdetto sportivo.

I PREMI FIFA E IL RECORD DI FATTURATO - A tutto questo va sommato il sostanzioso gettone di presenza garantito direttamente dalla Fifa. Le nazionali qualificate incassano di diritto un minimo garantito di 10,5 milioni di dollari (pari a circa 9 milioni di euro), cifra destinata a lievitare vertiginosamente in base al percorso nella competizione, fino a toccare il tetto dei 45 milioni destinati ai futuri campioni. Non è un mistero che l'undici azzurro rappresenti la vera e propria gallina dalle uova d'oro del nostro sistema calcistico: nel 2024, le entrate generate dalla selezione maggiore hanno pesato per ben 134 milioni sul fatturato federale complessivo di 224 milioni, pari a un impressionante sessanta per cento dell'intera torta.

L'ALTRA SERIE A: 19 TALENTI IN CERCA DI GLORIA - Ma l'imminente notte dei playoff non terrà col fiato sospeso soltanto i tifosi italiani. Saranno infatti ben diciannove i calciatori militanti nel massimo campionato italiano (più due provenienti dalla Serie B) a giocarsi il tutto per tutto con le rispettive selezioni estere. Una vera e propria parata di stelle disseminate in ben dodici club differenti. A guidare la speciale classifica dei "nostri" rappresentanti ci sono Turchia e Danimarca, entrambe con quattro elementi in rosa. Il commissario tecnico Vincenzo Montella si affida al genio di Hakan Calhanoglu e Kenan Yildiz, mentre i danesi puntano sul fiuto del gol di Rasmus Hojlund e sulle scorribande del laziale Gustav Isaksen.

GLI INCROCI PERICOLOSI E LA SQUADRA IDEALE - La Polonia schiera un tridente di lusso composto da Piotr Zielinski, Nicola Zalewski e Ziolkowski, oltre al palermitano Bartosz Bereszynski. E poi c'è la temutissima Bosnia, l'ultimo ostacolo sulla strada azzurra, che schiera fieri alfieri del nostro torneo come l'inossidabile Edin Dzeko, il muro atalantino Sead Kolasinac (leader della difesa plasmata da Raffaele Palladino) e il giovane Tarik Muharemovic. Divertendosi a stilare una ipotetica e formidabile "Top 11" degli stranieri di Serie A impegnati negli spareggi, si potrebbe disegnare un perfetto 4-2-3-1: Muric in porta; Celik, Muharemovic, Vitik e Kolasinac in difesa; Calhanoglu e Zielinski in diga; Isaksen, Yildiz e Zalewski a innescare il bomber Hojlund.

Intanto, le brutte notizie non risparmiano nessuno: la Svezia, avversaria della Polonia in finale, ha dovuto salutare definitivamente lo sfortunato centrale difensivo dell'Atalanta Isak Hien, costretto ad abbandonare il ritiro di Stoccolma a causa di una lesione muscolare accusata contro l'Ucraina, dicendo così addio all'attesissimo duello rusticano con Robert Lewandowski.

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Sezione: Italia / Data: Dom 29 marzo 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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