C'è un dolore che il tempo non cancella, e João Cancelo ha scelto di raccontarlo proprio mentre si prepara al suo Mondiale. Il terzino del Portogallo è tornato con la memoria all'incidente stradale che, a soli diciassette anni, gli strappò la madre Filomena.

IL RACCONTO - Lo sguardo lucido, gli occhi arrossati, la voce spezzata dall'emozione. Così il difensore ha ripercorso quei momenti – in un'intervista a SIC –, fissando l'istante in cui tutto crollò: «Sono bastati pochi millisecondi per cambiare la mia vita per sempre». Riaffiorano l'ultimo grido della madre e il pianto del fratellino di appena otto anni, ma soprattutto il gesto disperato e vano di chi prova a sollevare l'auto per liberarla e si scopre impotente, incapace di farcela.

UNA VITA CAMBIATA - Da quella notte, qualcosa dentro di lui non è più tornato com'era. «Era tutto così buio», confida, descrivendo il momento in cui ha cominciato a guardare l'esistenza con occhi diversi, costretto a diventare grande prima del tempo: la consapevolezza di essere «dovuto crescere in fretta» è la cicatrice che si porta dietro da allora.

IL PRESENTE - A confidare un dolore tanto intimo è oggi un giocatore al centro delle cronache di mercato: approdato al Barcellona in prestito semestrale dall'Al Hilal, l'ex Inter è un nodo che i blaugrana provano a sciogliere per trattenerlo. Ma in questi giorni la testa è altrove. Il terzino, impegnato con il Portogallo, attende il debutto iridato fra tre giorni contro la Repubblica Democratica del Congo, nell'edizione ospitata da Stati Uniti, Messico e Canada.

Una ferita che non si rimargina, portata con sé fino al palcoscenico più grande. Perché certe cicatrici non si cancellano: si impara, semplicemente, a conviverci.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Dom 14 giugno 2026 alle 20:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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