La Primavera dell'Atalanta mette in bacheca il secondo titolo italiano nel giro di cinque mesi. Dopo la Coppa Italia sollevata a fine aprile, i nerazzurri conquistano anche la Supercoppa di categoria superando 4-3 la Fiorentina campione d'Italia, in una finale che ha regalato sette reti e nessun momento di respiro.

L'ARENA PORTA BENE AL VIVAIO - Il teatro è stato ancora una volta l'Arena «Gianni Brera» di Milano, impianto storico del calcio italiano che con il settore giovanile bergamasco ha ormai un rapporto privilegiato. È la terza Supercoppa Primavera della storia nerazzurra su quattro disputate, e in tutte e tre le occasioni l'avversaria battuta è stata la stessa.

SEMPRE AVANTI SOTTO IL DILUVIO - La partita è stata gradevole e carica di tensione, giocata su un fondo già pesante e ulteriormente compromesso dalla pioggia battente che ha accompagnato l'intera ripresa. L'Atalanta ha condotto dal primo all'ultimo minuto: 1-0, poi 2-1, quindi 3-2 e infine 4-2, prima che i viola accorciassero sul definitivo 4-3.

QUANTO HA CREATO LA FIORENTINA - Successo legittimo, dunque, ma va riconosciuto il valore dell'avversaria: i toscani hanno giocato bene, hanno attaccato e prodotto di più, godendo anche di una leggera supremazia territoriale. Nel conto delle occasioni sprecate finiscono un rigore fallito, un palo e due traverse: la prima ha propiziato il momentaneo 1-1, la seconda è arrivata proprio sul penalty sbagliato.

IL VAR A CHIAMATA - Curiosità regolamentare della serata: in questa competizione è in vigore il sistema già sperimentato in Serie C, con l'allenatore che può richiedere la revisione video. Proprio quel meccanismo ha cancellato il momentaneo 2-0 nerazzurro. Ma la tecnologia aveva già inciso poco prima, evitando un rigore e un'espulsione dopo un tocco di mano sulla linea: la revisione ha certificato un fallo dei viola sul portiere Sonzogni nell'azione precedente.

IL NOME È GIOVANNI PERCASSI - A rischiare il cartellino rosso era stato Giovanni Percassi, terzino destro classe 2008, nipote di Antonio Percassi e figlio di Luca Percassi, in tribuna insieme al direttore generale Umberto Marino, a Cristiano Giuntoli e Gatti per l'area tecnica e ai responsabili del settore giovanile Samaden e Sbravati.

UNA SQUADRA DI RAGAZZINI - L'ossatura è quella dei 2007 e dei 2008, ma in campo si sono visti anche un 2010 e un 2011, i più giovani dell'intera giornata. Un dato che dice molto della programmazione. Nelle due Supercoppe precedenti, entrambe vinte da campioni d'Italia in carica, indossavano quella maglia Piccoli, Traoré e Cambiaghi, poi Giorgio Scalvini, Ruggeri e Cittadini.

Quanti di questi ragazzi arriveranno in prima squadra lo dirà solo il tempo. Intanto il vivaio continua a vincere.

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© foto di atalanta.it
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Sezione: Primavera 1 / Data: Ven 11 settembre 2026 alle 06:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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