Sono bastati sessanta giorni per cambiare volto, anima e prospettive di una stagione. L'arrivo di Raffaele Palladino sulla panchina dell'Atalanta ha segnato uno spartiacque netto, trasformando le incertezze di metà campionato in una cavalcata solida e ambiziosa. Per analizzare questa metamorfosi e proiettarsi verso la doppia sfida europea contro il Borussia Dortmund, la redazione di TuttoAtalanta.com ha contattato in esclusiva Adriano Ancona. La firma del Corriere dello Sport non usa mezzi termini per definire il lavoro del tecnico campano, collocandolo di diritto sul podio dei migliori allenatori del campionato e sottolineando una media punti che parla la lingua delle grandi. 

Adriano, guardando i numeri e le prestazioni, che impatto ha avuto realmente Raffaele Palladino in questi primi due mesi a Bergamo?
«I due mesi di Palladino all'Atalanta hanno tratteggiato l'ennesima certezza su di lui: è stato capace di portare la squadra da un limbo fastidioso a questa nuova idea di sogni tridimensionali. Stiamo parlando di un allenatore che ormai non deve più dimostrare nulla e che, soprattutto, non sente la pressione delle piazze importanti. Palladino ha un'abitudine connaturata all'ambizione e i fatti lo dimostrano: ancora prima che il mercato di gennaio potesse intervenire per puntellare la rosa, i risultati si erano già visti in modo tangibile. Viaggia a due punti di media a partita, sia in campionato che in Europa: scusate se è poco. Non serve nemmeno misurarlo con chissà quali parametri complessi, il suo impatto con l'Atalanta è nei numeri: dal suo arrivo, solo corazzate come Inter, Milan e Juve hanno fatto meglio».

Considerando il livello attuale del calcio italiano, dove collochi Palladino nella gerarchia dei tecnici? E come vedi l'Atalanta proiettata verso il playoff di Champions contro il Borussia Dortmund?
«Per la Serie A, da tre anni e mezzo a questa parte, è un privilegio avere un allenatore come Palladino. È un tecnico che nelle difficoltà non si deprime, anzi: si carica e ricava un'energia nervosa che riesce a trasmettere istantaneamente al gruppo. Certo, ci sono altri profili emergenti, Fabregas ad esempio sta facendo ottime cose col Como, ma se devo stilare una classifica, nei migliori tre allenatori di Serie A credo che vada messo di diritto Palladino. Per quanto riguarda l'Europa, il sorteggio dei play-off è indubbiamente impegnativo, il Borussia Dortmund è un avversario di rango. Però non dimentichiamo che stiamo parlando di un'Atalanta che ha battuto da poco il Chelsea campione del mondo: Palladino è perfettamente "abilitato" alle imprese. Del resto, non è un caso se già due anni fa hanno cominciato a cercarlo con insistenza club europei che fanno stabilmente la Champions League».

Un'investitura importante quella di Ancona, che conferma come la scelta della società nerazzurra di puntare su Palladino non sia stata solo una mossa tecnica, ma un vero e proprio upgrade di mentalità per tutto l'ambiente orobico.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 31 gennaio 2026 alle 08:00 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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