C'è una partita, lunedì, in cui si gioca una panchina. Non quella di Sarri, confermato dalla società con parole chiare e protetto da un direttore sportivo che chiede tempo. Quella di Giovanni Stroppa, l'allenatore che ha riportato il Venezia in Serie A e che, a zero punti dopo cinque giornate, arriva alla New Balance Arena con la società che, secondo la stampa, ha cominciato a guardarsi intorno. Per lui Bergamo è l'ultima spiaggia, o quasi.

Il calcio mette spesso una squadra nel ruolo di giudice di un'altra, ma raramente il giudice è così poco sereno. L'Atalanta che decide il destino di Stroppa è una squadra che ha perso tre partite di fila, che segna poco, che ha cinque infortunati e un allenatore che ha appena chiesto ai suoi di liberare la testa. Lunedì non giudica dall'alto: giudica da una posizione precaria, sapendo che un passo falso trasformerebbe la sentenza in un'autoaccusa.

È forse per questo che la partita, sulla carta la più abbordabile del ciclo, è la più insidiosa. Il Venezia descritto ne il Venezia che aspetta la Dea pressa, crea e non ha nulla da perdere; un allenatore che si gioca il posto chiederà ai suoi tutto ciò che hanno. Maurizio Sarri lo sa, e sa anche che il giudizio su di lui, rinviato dalla società, passa dallo stesso campo. Due allenatori sotto esame, una sola partita: lunedì il giudice e l'imputato potrebbero scambiarsi di posto in novanta minuti.

© Riproduzione Riservata

🟦⬛ Community nerazzurra Segui TuttoAtalanta.com su tutti i canali ufficiali Ultim'ora, esclusive, foto e dirette: la Dea raccontata H24, dove preferisci. Scegli il tuo canale e resta collegato.
Sezione: Primo Piano / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 21:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture