Il traguardo europeo per l'Atalanta è vicinissimo ma non ancora aritmeticamente blindato. Il rocambolesco successo in extremis del Bologna sul campo del Napoli ha tenuto acceso un flebile lumicino di speranza per gli emiliani, attualmente distanti sei lunghezze a soli due turni dal calo del sipario sul campionato. Per i ragazzi di Raffaele Palladino la settima piazza è ormai a un passo, eppure per avere la certezza assoluta di volare nella prossima edizione della Conference League servirà non solo difendere il piazzamento in classifica, ma anche guardare con estremo e trepidante interesse all'imminente finale di Coppa Italia.
LA MATEMATICA E LO SCONTRO DIRETTO - Domenica sera, sotto i luminosi riflettori della New Balance Arena, andrà in scena proprio il faccia a faccia contro la formazione felsinea. Forti del prezioso 2-0 strappato all'andata, i padroni di casa godono di un margine di sicurezza enorme e possono permettersi persino una sconfitta controllata. Solo un clamoroso scivolone con tre reti di scarto riaprirebbe concretamente il discorso: con una vittoria o un pareggio il settimo posto diventerebbe inattaccabile, mentre un ko di misura o con due gol di svantaggio manterrebbe inalterato il primato grazie agli scontri diretti e a una mostruosa differenza reti globale (+16 contro il modesto +2 dei rossoblù). Nel peggiore e più apocalittico degli scenari, basterebbe comunque strappare un misero punticino a Firenze nell'ultima giornata di campionato.
IL PARADOSSO DEL REGOLAMENTO - Conquistare il settimo gradino della graduatoria, restando in scia al sorprendente Como sesto e tenendo a debita distanza tutte le inseguitrici, non garantisce però un lasciapassare automatico per i palcoscenici continentali. – come analizza L'Eco di Bergamo – lo slot valido per i preliminari rischia di essere clamorosamente «scippato» dalla Lazio, che pur chiudendo la stagione alle spalle della Dea potrebbe far valere il peso del trofeo nazionale. Il regolamento assegna infatti la Conference alla sesta classificata, mentre l'Europa League è destinata alla quinta forza del torneo e alla trionfatrice in Coppa Italia. L'«omaggio» dello slot europeo alla settima scatta unicamente se la vincitrice della coppa è già ampiamente qualificata per le competizioni UEFA tramite la Serie A.
LA STATISTICA RASSICURANTE - Se i calcoli tengono l'ambiente col fiato sospeso, i precedenti storici offrono percentuali altamente consolatorie. Dalla stagione 2017/18, momento in cui la Champions ha allargato le proprie porte alla quarta di Serie A, ben sei volte su otto il campionato ha spedito in Europa la settima classificata. Le due rarissime anomalie sono figlie di situazioni straordinarie: l'estromissione extra-campo della Juventus nel 2022/23 che favorì l'ottava piazza della Fiorentina, e la clamorosa beffa subita dalla stessa Lazio un anno fa, sorpassata dal Bologna capace di alzare la coppa pur arrivando nono. I numeri non mentono e sussurrano che nel 75% dei casi la settima posizione coincide con un viaggio internazionale.
L'ULTIMO SFORZO INCROCIATO - Il destino della compagine lombarda si divide dunque tra il prato verde e lo schermo televisivo. Liquidare il Bologna senza patemi sarà il compito primario per blindare la classifica, dopodiché non resterà che sperare in un favore da parte della corazzata interista: per blindare la valigia e preparare il passaporto, servirà a tutti i costi che i biancocelesti non compiano l'impresa alzando la coppa al cielo di Roma.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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