Due vittorie consecutive, un avvio fulminante e una squadra finalmente capace di gestire il vantaggio. Nella conferenza stampa del dopo partita, al termine del 3-1 sul Pafos nella prima giornata della League Phase di Conference League, Maurizio Sarri ha analizzato la prestazione dei suoi alla New Balance Arena. Il tecnico nerazzurro ha fatto il punto sulle condizioni di Raspadori, ha lamentato un calendario che non concede respiro alla vigilia del Milan, ha promosso Kolasinac da centrale, Zalewski, Pasalic ed Elmas, ha salutato l'esordio europeo di Idele e ha indicato il prossimo passo che si aspetta dalla squadra. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Mister, come sta Raspadori, è stato un cambio precauzionale o qualcosa di più serio? E come arrivate alla sfida con il Milan, in programma già tra due giorni, soprattutto dal punto di vista dell'organico?
«Per Raspadori in questo momento è chiaramente impossibile dire quale possa essere la situazione: bisogna aspettare qualche ora, poi farà degli accertamenti. Ha sentito qualcosa nello stesso punto del problema con cui era tornato dalle nazionali. Domani valuteremo la squadra in vista del Milan: tre partite in una settimana è roba dura, e noi le dobbiamo fare in sei giorni, è roba ancora più dura. Non facciamo in tempo a rialzarci che dobbiamo già preparare la partita successiva, quindi è difficile. Vediamo a livello di organico se recuperiamo qualcuno: Bellanova, per esempio, dovrebbe essere recuperabile, e tra domani e dopodomani faremo qualche conto. Per il resto ci arriviamo in crescita. Grande crescita di pericolosità già con il Venezia, ma concedendo qualcosa di troppo; stasera un'ulteriore crescita di pericolosità, senza concedere praticamente niente. Dispiace aver preso gol al novantesimo in una partita in cui non abbiamo concesso nulla e abbiamo avuto tante situazioni, anche nel secondo tempo, per rendere il punteggio più rotondo. Però la squadra ha fatto una buona prestazione ed è stata più corta: a differenza della partita precedente ha saputo scegliere quando andare in verticale e quando rallentare con il palleggio, e questo le ha consentito di essere molto più compatta, molto più corta e di rischiare molto meno, perché concedeva meno campo agli avversari».
Ha rivisto per sessanta-settanta minuti l'Atalanta dei primi trentacinque minuti con il Venezia? E che gara si aspetta con il Milan?
«Che gara mi aspetto con il Milan? La solita gara di quando vai a San Siro e giochi contro il Milan: roba tosta, roba difficile. Mi aspetto una partita difficile anche perché il Milan è una squadra con individualità non comuni per il nostro campionato, quindi anche nei momenti in cui sembra che stia facendo una partita normale può sempre tirare fuori improvvisamente qualche numero. Partita difficile: speriamo di recuperare qualche giocatore e di proseguire la crescita degli ultimi dieci-quindici giorni».
Due commenti: sull'atteggiamento dell'Atalanta, che sia con il Venezia sia stasera ha segnato nei primi minuti, oggi addirittura dopo una manciata di secondi, e su Kolasinac, che forse ha trovato il ruolo che lo valorizza di più.
«Ti rispondo in breve, sennò si va a letto tardi. Kolasinac è un giocatore che ha giocato tanto nella difesa a tre; nella difesa a quattro, da più giovane, faceva quasi esclusivamente il difensore esterno, però penso che il difensore centrale lo possa fare. È chiaro che per gli standard del calcio attuale gli manca qualche centimetro, però è un bel guerriero e a noi può dare una grande mano. Il gol all'inizio spero non sia un caso: per il momento è successo due volte, vediamo se succederà più frequentemente. Vorrebbe dire che abbiamo un impatto forte sulle partite».
Zalewski può essere il simbolo di un'Atalanta che deve essere sempre pronta: oggi si è procurato il rigore, ha fatto buone giocate e ha risposto presente quando è stato chiamato in causa.
«È un aspetto determinante: i ragazzi devono essere a disposizione del collettivo. Zalewski ha avuto un periodo in cui era un po' giù, ma da quando è tornato dalla nazionale sembra in netta ripresa: oggi è stato chiamato in causa e si è fatto trovare pronto. Lo stesso si può dire per Mario Pasalic, che è entrato in squadra dopo qualche partita senza giocare e ha fatto una prestazione di alto livello dal punto di vista tecnico e della lucidità. Oggi Mario mi è piaciuto molto».
Ha fatto sei cambi rispetto all'ultima partita: è soddisfatto delle indicazioni arrivate da chi aveva giocato meno? Nel tabellino si sono iscritti anche Elmas e Scamacca.
«Elmas, per come abbiamo giocato le ultime due partite, per noi è un equilibratore importante: è un giocatore che sa fare entrambe le fasi e sta crescendo di condizione fisica dopo un'estate per lui difficile. E poi sono contento dell'esordio di Idele, questo mi dà gusto: è un ragazzo giovane, sta facendo bene nell'Under 23 e stasera è tornato utile a noi. Per un allenatore è sempre soddisfacente mandare in campo un ragazzo per la prima volta in una coppa europea, e penso proprio che non sarà l'ultima, visto che il ragazzo è forte».
Con il Cagliari avevate sbagliato l'approccio, poi avete segnato dopo quattro minuti con il Venezia e dopo pochi secondi stasera; con il Venezia avevate gestito male il vantaggio, stasera c'è stato un passo avanti anche in questo. Qual è il prossimo passo che si aspetta?
«È vero che con il Venezia abbiamo fatto una partita che poteva finire 3-3, ma poteva finire anche 6-1. L'abbiamo gestita male perché siamo stati frettolosi: ogni volta che recuperavamo palla volevamo andare direttamente in porta, e questo ci ha portato ad allungarci, ad avere tanti spazi e a concederne altrettanti. Stasera abbiamo fatto una partita con scelte migliori: abbiamo affondato quando c'era da affondare, ma abbiamo anche palleggiato e rallentato l'azione quando c'era da farlo. Il prossimo passo spero sia questo: a livello di pericolosità, nelle ultime due partite abbiamo dato l'impressione di poter diventare una squadra estremamente pericolosa, e mi piacerebbe trovare anche una bella solidità».
Crescita evidente, scelte più mature e un pizzico di rammarico per il gol subito nel finale: Sarri archivia l'esordio europeo con la consapevolezza di avere una squadra sempre più pericolosa e chiede ora l'ultimo tassello, la solidità. A San Siro, contro un Milan ricco di individualità, servirà tutto, anche gli uomini che il calendario continua a togliergli.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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