Cancellare le scorie del pesantissimo tonfo europeo e trovare l'antidoto perfetto per sfatare un tabù che sembra incrollabile. È questa la duplice e complessa missione dell'Atalanta, analizzata con la consueta lucidità e intelligenza tattica da Adelio Moro. L'ex giocatore e fine conoscitore delle dinamiche nerazzurre ha passato al setaccio il momento della Dea, non risparmiando critiche costruttive alle scelte recenti ma tracciando al contempo la rotta per rialzare immediatamente la testa nell'imminente e delicatissimo scontro diretto contro l'Inter.
L'ERRORE SCOLASTICO E LA LEZIONE BAVARESE - Il tracollo contro il Bayern Monaco brucia ancora, ma secondo l'opinionista il divario visto in campo non rispecchia i reali valori della rosa. Il problema principale è stato di natura puramente strategica. «Il 4-4-2 scelto da Raffaele Palladino si è rivelato un modulo troppo scolastico per contrastare una delle squadre più forti del mondo. Giocando a uomo a tutto campo sono clamorosamente saltati i raddoppi di marcatura, lasciando praterie ai tedeschi: non a caso un elemento come Bernasconi si è ritrovato sistematicamente isolato contro un fuoriclasse come Michael Olise», ha spiegato senza filtri. Un'analisi severa ma onesta, che ha trovato piena sponda anche nelle dure parole pronunciate da Fabio Capello nel post-partita, pur ribadendo l'assoluta stima per l'allenatore campano, definito un predestinato in sintonia con il pensiero del dirigente Luca Percassi.
LA RICETTA ANTI TABÙ E LE AMNESIE MENEGHINE - Messa in archivio la disastrosa serata di Champions League – come riportato sulle colonne de L'Eco di Bergamo – l'attenzione si sposta sulla supersfida di campionato. L'Atalanta è reduce da ben nove sconfitte consecutive contro i milanesi (otto sotto l'era di Gian Piero Gasperini e una con l'attuale guida tecnica), un sortilegio che va spezzato ricorrendo all'astuzia e alla pazienza. «Per far male alla capolista bisogna evitare di estremizzare l'uno contro uno in ogni zona del campo, imparando ad aspettare l'avversario con maggiore equilibrio. L'Inter è fortissima ma non imbattibile, spesso è vittima di amnesie inspiegabili che durano un quarto d'ora: è esattamente lì che bisogna colpirla», ha suggerito l'esperto, ricordando come il tecnico orobico sappia già come battere i meneghini, impresa riuscita ai tempi della sua esperienza in Toscana.
IL SOGNO DI COPPA E LA CORSA EUROPEA - La rincorsa in Serie A verso la zona Champions resta una montagna complessa da scalare, considerando la fitta concorrenza di Juventus e Roma, oltre all'insidia rappresentata da un Como agevolato dal calendario. Tuttavia, il recupero degli infortunati fornirà presto linfa vitale allo scacchiere tattico. Il vero, grande traguardo stagionale potrebbe però concretizzarsi in un'altra competizione. «Mi auguro con tutto il cuore che la squadra riesca a sollevare la Coppa Italia. Contro la Lazio partono favoriti e, dopo le tre finali perse negli anni scorsi, portare finalmente quel trofeo alla New Balance Arena sarebbe il giusto coronamento per tutto l'ambiente bergamasco», ha chiosato con fiducia e speranza.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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