Sotto le luci della New Balance Arena, la posta in palio è di quelle che tolgono il respiro: un biglietto di sola andata per la finale di Coppa Italia. Il primo tempo scivola via sul filo di un equilibrio sottile, una partita a scacchi dove ogni pedina mossa da Raffaele Palladino trova una risposta immediata nella disposizione difensiva orchestrata da Maurizio Sarri. Lo 0-0 al riposo è la fotografia fedele di una sfida dove la qualità tecnica nerazzurra ha provato a scalfire il rigore tattico biancoceleste, senza però trovare lo squillo risolutore in una cornice di pubblico elettrizzante.
L'INIZIATIVA OROBICA - L'avvio di gara è tutto di marca bergamasca, con un possesso palla fluido che cerca di allargare le maglie della difesa capitolina. È De Ketelaere a ispirare le manovre più pericolose, agendo tra le linee con la consueta eleganza: al 5' innesca Krstovic, la cui conclusione viene però murata da un provvidenziale intervento di Gila. La squadra di casa insiste soprattutto sulle corsie esterne, dove Davide Zappacosta e Bernasconi spingono con continuità, cercando di rifornire un'area di rigore difesa con le unghie dai centrali laziali.
BRIVIDI E OCCASIONI - Il match vive di fiammate improvvise che accendono il tifo nerazzurro. Al 18' è Giorgio Scalvini a sfiorare il vantaggio con un'incornata che sorvola di un soffio la traversa su cross di Bernasconi, mentre poco dopo è Zalewski a chiamare in causa il portiere Motta, costretto alla smanacciata su un corner velenoso. La Lazio, dal canto suo, si affida alla velocità di Noslin e Cancellieri, ma trova sulla sua strada un Sead Kolasinac in versione gladiatore, capace di chiudere ogni varco pur rimediando un cartellino giallo dal direttore di gara Andrea Colombo per un intervento necessario a fermare una ripartenza pericolosa.
SCHERMAGLIE E TATTICISMO - Nella seconda parte della frazione, la foga iniziale dell'Atalanta lascia spazio a una fase più interlocutoria. Marten de Roon ed Ederson lottano su ogni pallone in mezzo al campo, cercando di contenere le geometrie di Basic e la qualità di Mattia Zaccagni. Un brivido percorre la schiena dei sostenitori laziali al 24', quando Motta rischia il patatrac con i piedi sulla pressione asfissiante di Krstovic, riuscendo a liberare solo all'ultimo istante. La Lazio risponde con un tentativo di Cancellieri murato dalla difesa, ma è Berat Djimsiti a meritarsi gli applausi del pubblico con una serie di chiusure in scivolata da manuale del calcio, che blindano la porta di Marco Carnesecchi fino al duplice fischio.
Il primo tempo si chiude dunque a reti bianche, un risultato che tiene tutto ancora in bilico dopo il pirotecnico pareggio dell'andata. L'Atalanta ha mostrato di avere una marcia in più sul piano del gioco, ma la Lazio resta un avversario sornione e pericolosissimo nelle transizioni. Per i secondi quarantacinque minuti servirà ancora più cinismo sotto porta per scardinare il fortino di Sarri e regalarsi la notte più bella della stagione.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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