Ringraziamo Milan e Sampdoria che ci hanno consentito di lavorare in una settimana, quelle delle Nazionali, che è una autentica mazzata per giornalisti e tifosi. Queste continue soste spezzano e, consentitemi, falsano il campionato. Troppe pause, troppe volte i calciatori devono andare dall'altra parte del mondo e spesso tornano anche infortunati, come è accaduto a Zapata dell'Atalanta e Medel del Bologna. I club pagano per far infortunare i propri calciatori per l'amata Patria. Infantino dovrebbe rivedere un po' di cose e, tra queste, ci sarebbero anche le qualificazioni a Mondiali ed Europei. Meglio più partite insieme che due ogni due mesi. I campionati ne risentono. Il Milan ha cambiato e spera di aver svoltato con Pioli al posto di Giampaolo. E' la grande sconfitta dell'allenatore abruzzese, sicuramente. Aspettava la chance della vita. L'ha avuta, dopo la delusione Juventus, e se l'è giocata male in sette giornate. Sicuramente non sono sue tutte le colpe ma, anche Giampaolo è finito nel club prestigioso al momento sbagliato con una società che è una accozzaglia di nomi e senza una proprietà forte che intervenga quando c'è da intervenire. Giampaolo ci ha rimesso le penne ed è passato come il fesso della compagnia. Ha le sue colpe, certamente, ma distribuiamo almeno il 50% tra mister e 50% con la dirigenza rossonera. Buon lavoro a Pioli che quando subentra fa sempre bene. E' un buon allenatore, anche se il Milan ha bisogno di altro. Il Milan aveva bisogno di dare continuità al progetto e avrebbe dovuto continuare con Rino Gattuso. Avrebbero dovuto comprargli due calciatori, fare piazza pulita in automatico dei vari Montolivo e Bertolacci e avrebbe dovuto continuare con il suo 4-3-3 ormai consolidato con il gruppo. Gattuso ha detto no alla Sampdoria. Anche se ha tentennato dopo l'incontro con Ferrero a Milano. Ha fatto bene Rino a restare sulla sua posizione. Il lavoro al Milan e il flop di quest'anno dei rossoneri consacra e certifica la sua professionalità; insieme a quella del suo staff. Andare oggi alla Samp è un rischio che può correre un allenatore di vecchia data che non ha nulla da perdere perché la carriera l'ha fatta, vedi Ranieri, ma non un emergente che ha dimostrato di essere perfetto per una big e non può accontentarsi di andare a giocare per la salvezza con una squadra con limiti oggettivi. Quagliarella non è eterno. E' servito male ma ricorda un po' Di Natale ad Udine. Fabio ha 36 anni e calciatori di questa età staccano la spina da un anno all'altro senza che qualcuno ti possa avvisare. Non stiamo dicendo che Quagliarella farà un flop ma non può la Sampdoria contare tutti gli anni sui 20 gol di Quagliarella.
Sta scoccando l'ora della verità per Carlo Ancelotti a Napoli. In questi 16 mesi è la vera delusione della nostra serie A; sarà anche perché abbiamo aspettative elevatissime verso uno dei migliori allenatori del mondo degli ultimi 15 anni. Ancelotti è un vincente ma, a quanto pare, Napoli sta cambiando Ancelotti e non viceversa. La scorsa stagione è stata una mezza delusione, adesso è già a - 6 dopo 7 giornate dalla vetta della classifica. La mano dell'allenatore ancora non si è vista. Manca costanza a questo Napoli per fare qualcosa di unico, oltre alla singola vittoria di Champions con il Liverpool. Ancelotti ha vinto tutto, ovunque. Gli manca Napoli, vincere in Campania sarebbe qualcosa di unico ma di questo passo finirà senza successi. Il tempo è scaduto. Ora o mai più, altrimenti, difficilmente il prossimo anno resterà ancora a Napoli, dopo che questa estate qualche scricchiolio già c'è stato.
La scorsa settimana è stata quella delle polemiche che hanno coinvolto Gianluca Petrachi. Il Direttore Sportivo della Roma ha detto, in sintesi, che il calcio non è uno sport per signorine e giù via con insulti, interrogazioni parlamentari e titoli di giornali sportivi che si scandalizzavano per la frase del Direttore Sportivo della Roma. Questa frase la sentiamo da 50 anni ma, negli ultimi due anni, è diventata tabù. Petrachi ha poi ritrattato con una dichiarazione all'Ansa ma solo perché è stato costretto a farlo. In questo mondo e Paese di falsi bisognerebbe essere più coraggiosi e dire ciò che si pensa e non dire qualcosa per poi ritrattare. Nessuno, neanche Petrachi, ha insultato le donne. Ci mancherebbe. Le amiamo e guai a fare a meno delle donne. Le donne possono e devono riempire gli stadi, fare il tifo e stare su un divano a tifare per la propria squadra del cuore. Quando, invece, si parla di calcio giocato nessuno si scandalizzi se facciamo delle differenze tra calcio maschile e quello femminile. Sono due sport e due mondi diversi. Ciò non significa che si sta offendendo un intero sistema. Basta ipocrisia e soprattutto diciamo perché il sistema sta puntando molto sul calcio femminile, perché Infantino riserverà milioni e milioni di euro al femminile ignorando che c'è un mondo che aspetta soldi e organizzazione per sviluppare il calcio giovanile e migliorare le infrastrutture in diversi Paesi dove il calcio coinvolge il 90% della popolazione.
Autore: Redazione TA
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