Cesare Prandelli, ex Ct della Nazionale e allenatore in passato di Fiorentina e Genoa tra le tante, torna a parlare e lo fai ai microfoni di TMW Radio. Tanti i temi trattati, queste le sue parole:
Come ha vissuto questo periodo senza calcio, cosa le è mancato di più?
“Personalmente avevo altri pensieri e altre preoccupazioni. Il calcio era in secondo piano, se non meno. Giusto che sia ripreso tutto perché quando ricominciano le partite le persone possono mettere da parte i problemi. Abbiamo vissuto mesi difficili ed è difficile davanti a certi numeri pensare allo sport che è sinonimo di gioia e aggregazione”.
C’è stato un momento in cui ha pensato “non si riparte”?
“Assolutamente sì, ma credo lo abbiano pensato tutti. La priorità è la salute e lo sport passa in secondo piano. Fortunatamente sembra che le cose siano sotto controllo e i giocatori hanno un protocollo rigido. Uno sport senza pubblico è qualcosa di difficile da descrivere. Bisognerebbe correggere qualcosa, magari mettendo dei cori dei tifosi perché visto in tv sembra tutto molto asettico”.
Come le sono sembrate le prime partite post lockdown?
“Non avendo uno storico, le squadre hanno fatto preparazioni diverse. Leggendo i numeri non è un ritmo così basso, il problema è che molte squadre si giocano tanto ogni partita e diventa una sfida continua. E’ un campionato interessante ma molto dispendioso e giustamente hanno proposto i 5 cambi per gli allenatori: così si può realmente cambiare il volto delle partite”.
Si aspettava l’Atalanta in questo stato di forma?
“Diciamo che chi vuole analizzare il processo di crescita di questa squadra deve iniziare quando è arrivato Gasperini. E’ una squadra che sa sudare ed è abituata al lavoro duro. Probabilmente i calciatori durante questo stato di fermo hanno comunque fatto qualcosa in più e al momento della ripresa erano abituati. Per molti calciatori la fatica è un grande limite, ma per chi è abituato a lavorarci dopo ha risultati straordinari e l’Atalanta ne è la dimostrazione”.
Dove può arrivare l’Atalanta in Champions League?
“L’Atalanta può essere protagonista e i tifosi possono sognare. Sai quando da bambino dici “magari toccherà a me”, ecco credo che l’Atalanta possa arrivare in finale. In gara secca in poche possono competere con la Dea, anche le squadre blasonate faticherebbero”.
Il Napoli fino a dove può spingersi? Dov’è stato bravo Gattuso?
“Io penso che le persone che hanno delle qualità importanti come Gattuso debbano metterle nello spogliatoio. Ringhio lo ha fatto cambiando qualcosa a livello tattico ed eliminando alibi alla squadra. Ha ritrovato condizione il Napoli. Noi pensiamo che i giocatori una volta all’apice possano mantenere la stessa condizione sempre, ma non è così. Quando le cose non vanno iniziano ad avere dei dubbi. Gattuso si è reso protagonista diventando il loro punto di riferimento abbassando le aspettative nei loro confronti e alzandole a livello di squadra.
La Roma, invece, deve essere più attenta al Napoli che insegue o all’Atalanta da prendere?
“La Roma in questo momento è quella più in difficoltà tra le tre. C’è troppa confusione, quando non ci sono riferimenti quotidiani nella società è difficile far arrivare i risultati. Dovranno essere bravi a far squadra, formando un gruppo di persone che sopportano le pressioni.
Che giudizio dà alla stagione di Fonseca fin qui?
“Per quanto ha fatto, ha dimostrato di essere un allenatore capace e con idee. Ha ereditato una squadra che ha come obiettivo trovare una posizione alta in classifica e io penso che da un punto di vista tecnico è indiscutibile. Poi come tutti gli allenatori quando hai una società non presente e un direttore mandato via che ha fatto la squadra, i giocatori si guardano e si parlano e in quel momento Fonseca deve essere bravo a difenderli e a responsabilizzarli”.
Se allenasse la Roma, cosa direbbe a Zaniolo per trattenerlo nella Capitale?
“Zaniolo se ha qualche dubbio dovrebbe ascoltare il Ct Mancini che a inizio stagione lo ha portato in Nazionale senza mai giocare. Roberto può essere la persona adatta per dare dei consigli a questo ragazzo”.
Quanto incide l’incertezza societaria nel Milan?
“Pioli è bravo e ha grande esperienza anche in momenti particolari. Con Ibra il Milan è una squadra diversa. Al di là dell’età può aiutare i ragazzi giovani.”
Il Milan dovrebbe puntare ancora su Ibrahimovic?
“Se dovesse rimanere Pioli, come mi auguro, Ibrahimovic è l primo della lista. Con un altro non so quanto spazio avrebbe lo svedese”.
Per l’Italia sono più i vantaggi o gli svantaggi nel rinvio di Euro 2020?
“Difficile dare una risposta. Chiaro che la Nazionale arrivava da grandi risultati e c’era la convinzione di far bene all’Europeo. Ora hanno dodici mesi in più e devono trovare il lato positivo per migliorare e maturare ulteriormente perché è una squadra giovane. Mancini ha creato un gruppo di ragazzi che vogliono far vedere le proprie qualità. Giocano con gioia ed entusiasmo, questo è un veicolo importante per trascinare la gente a vedere le partite della Nazionale. Avere un anno in più favorisce la crescita di questi ragazzi”.
Cosa succede a Balotelli? E’ più Mario che non ha capitolo il calcio o il calcio a non aver capito Mario?
“Il giocatore deve capire con chi lavora e gli obiettivi. Deve capire il calcio in generale e soprattutto la serietà professionale. Tutte le volte che leggo notizie su Mario mi dispiace molto. Non è riuscito a far vedere le proprie potenzialità. Quando lo abbiamo portato giovane in Nazionale era tra i primi per qualità, poi servono tante componenti per esplodere: bisogna fare dei sacrifici. Mi auguro abbia fatto tesoro di quanto successo per il futuro”.
Nel suo futuro cosa ci sarà?
“Non lo so, la voglia c’è e la passione è tanta. Vediamo cosa succederà”.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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