Pau Cubarsi è semplicemente diverso". Xavi Hernandez, allenatore che a fine stagione lascerà il veliero Barcellona, che da tempo tra mari in burrasca e bonacce resta sempre sulla cresta dell'onda, ha così incoronato il classe 2007 di Estanyol, che solo nel prossimo gennaio supererà il Rubicone della maggiore età. "Gioca come un veterano, venerdì ha affrontato due giocatori d'esperienza come Vedat Muriqi e Cyle Larin e non ha perso un solo duello". Nove presenze coi grandi del Barcellona nella Liga e due in Coppa del Re, ha esordito proprio in Coppa lo scorso diciotto gennaio e da allora non ha più lasciato la formazione dei Culè.
Figlio della Masia
Arriva dal vivaio più florido della storia del futbol, ovvero da quella Masia che ha dato i natali ad alcuni dei migliori del globo. Oggi avrà l'arduo compito al Motjuic di dover fermare Victor Osimhen e compagnia sognante di Francesco Calzona, che per far l'impresa dovrà superare pure questo diciassettenne nato a due passi da Girona, dove sbarca piccolissimo, a soli quattro anni, ma che a sette finisce nell'accademia del Barcellona. L'ascesa è rapida, tutto in dieci anni: capitano dell'Under 13, dell'Under 15 e dell'Under 17 catalana, l'esordio in Youth League strappa sguardi e cuori degli addetti ai lavori e dall'estate del 2023 finisce già nel giro degli allenamenti della prima squadra.
Il nuovo Piqué
Xavi Hernandez di Cubarsi ha detto che "come Lamine Yamal è destinato a segnare un'epoca, a lasciare il segno, uno con cui costruire il futuro del Barcellona". E' esattamente il prototipo del giocatore moderno, del centrale contemporaneo: dinamico, capacità tattiche a cinque stelle, sa impostare, sa verticalizzare, sa leggere il gioco e la singola giocata e pure in fase difensiva sa accettare il confronto uno contro uno con l'avversario. Coraggioso e di personalità, il Barça ha il centrale del futuro. La prossima tappa è oggi, Champions League, contro Osimhen e soci.
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