Se la Juventus di domenica sarà quella vista giovedì contro il NEC, Gianluca Scamacca avrà davanti tre centrali invece di due. È il dettaglio tattico più concreto della vigilia di Juventus-Atalanta, in programma alle 18 all'Allianz Stadium: il passaggio di Luciano Spalletti al 3-4-2-1, con Kalulu, Federico Gatti e Lucumí davanti al portiere e con Gleison Bremer pronto a rientrare, cambia i riferimenti del centravanti di Maurizio Sarri e, di conseguenza, il modo in cui la Dea può arrivare al tiro.

IL MOMENTO DI SCAMACCA - L'attaccante romano arriva a Torino con il gol al Cagliari, il cinquantesimo nei cinque grandi campionati europei, e con la convocazione di Mancini per la Nations League, che lo riporta in azzurro insieme a Raspadori. Nel 4-3-3 sarrista è l'unico riferimento centrale, il giocatore che deve tenere il pallone per far salire la squadra e attaccare l'area quando gli esterni arrivano sul fondo. Contro il Cagliari lo ha fatto a intermittenza; contro una difesa a tre dovrà farlo con continuità, perché il terzo centrale toglie alla punta lo spazio tra i due marcatori che nelle prime giornate le ha permesso di girarsi.

COME SI ATTACCA UNA LINEA A TRE - La teoria dice che si attacca alle spalle degli esterni a tutta fascia, nello spazio che Çelik e McKennie lasciano quando si alzano. È il compito degli esterni del tridente, De Ketelaere a destra e chi giocherà a sinistra tra Raspadori, Rowe ed Elmas, e delle mezzali che si inseriscono. Per Scamacca, invece, il lavoro cambia: meno duelli aerei frontali, più movimenti incontro per portare fuori un centrale e aprire il varco a chi arriva da dietro. De Ketelaere, senza gol da 253 giorni, sarebbe il primo beneficiario di un centravanti che attira le marcature.

IL PRECEDENTE DI REGGIO EMILIA - Il Sassuolo ha segnato tre gol alla Juventus in trentacinque minuti attaccando esattamente quegli spazi, con ripartenze rapide e con Sebastiano Esposito a lavorare tra i centrali. È un modello che la Dea ha riprodotto solo a tratti: i sette recuperi offensivi delle prime giornate dicono che il pressing alto non ha ancora prodotto le occasioni che Sarri chiede.

IL PALLEGGIO - C'è infine un aspetto che riguarda la costruzione. Sarri vuole che la squadra risalga il campo con il palleggio e non con il lancio, e contro un avversario che presidia l'area con tre uomini il rischio è arrivare al limite senza soluzioni. Scamacca, con le sue sponde, è il modo per trasformare il possesso in profondità. La difesa a tre che aspetta la Dea gli chiede la partita più completa del suo settembre.

Tre centrali contro un centravanti: a Torino il gol della Dea passa da quello che Scamacca farà per gli altri, prima ancora che per sé.

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 19 settembre 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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