Il calcio italiano vive ore frenetiche. Le panchine si muovono, le telefonate si moltiplicano e i piani B diventano improvvisamente piani A. Al centro di tutto c'è sempre lo stesso nome: Maurizio Sarri. La sua riflessione — legittima, umana, comprensibile — ha però innervosito chi aspettava una risposta che tarda ad arrivare. Aurelio De Laurentiis non è uomo abituato ad aspettare, e l'atteggiamento ondivago del Comandante lo ha irritato al punto da spingere il patron del Napoli a rimettere mano al dossier allenatori con rinnovata urgenza. La pista che si scalda porta dritta a Vincenzo Italiano.

IL NAPOLI STANCO DI ASPETTARE - De Laurentiis aveva fatto uno sforzo non da poco: aveva aperto alla prospettiva di richiamare Sarri nel Napoli del centenario, mettendo da parte la sua storica avversione per le minestre riscaldate. Ma il Comandante, dopo un primo entusiasmo, si è lasciato sedurre dall'ipotesi nerazzurra e ha rallentato ogni accelerazione verso il Maradona. Una pausa che il patron azzurro ha interpretato come una mancanza di rispetto nei confronti di una piazza che non ammette di essere trattata come ripiego. Così, mentre Sarri riflette con l'Atalanta che preme forte e sembra in vantaggio nella corsa al Comandante, il Napoli ha già cominciato a guardarsi attorno.

RISALE ITALIANO, MA IL BOLOGNA NON MOLLA - Il nome che torna prepotentemente in cima ai pensieri di De Laurentiis è quello di Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna con cui il patron azzurro ha un legame antico: la storia risale ai tempi dello Spezia, quando De Laurentiis si presentò nello spogliatoio ligure dopo una sconfitta del Napoli al Maradona per complimentarsi con il tecnico avversario. Da allora, Italiano è rimasto nella sua lista dei desideri. Quest'anno il Bologna ha battuto il Napoli 3-2 in campionato, confermando il valore del lavoro del tecnico siciliano. Tuttavia l'AD del Bologna Claudio Fenucci ha alzato un muro: «Italiano ha svolto un ottimo lavoro, è il nostro mister e spero voglia condividere ancora il nostro progetto. Non è solo un fatto contrattuale ma anche di empatia. La prossima settimana ne parleremo». Un messaggio chiaro: il Bologna non regalerà il suo allenatore. E il contratto fino al 2027 complica ulteriormente ogni mossa.

ALLEGRI, IL MILAN LO BLINDA - Nel frattempo, l'altra variabile che agita il mercato delle panchine riguarda Massimiliano Allegri — come ricostruisce La Gazzetta dello Sport — con Gerry Cardinale pronto a volare a San Siro per Milan-Cagliari, partita che vale la Champions, e a incontrare il tecnico livornese nei giorni successivi per ribadirgli la centralità del suo progetto. Con la qualificazione tra le prime quattro scatterebbe automaticamente un anno in più di contratto, portando la scadenza al 30 giugno 2028. RedBird non ha cambiato idea: dalla ricostruzione dello spogliatoio ai 42 punti nel girone d'andata, Allegri ha già dimostrato di sapere cosa fare con il Diavolo. La flessione primaverile viene letta come incidente di percorso, non come segnale strutturale. E se il Milan dovesse davvero confermare Allegri, per il Napoli si chiuderebbe un'altra porta.

GORETZKA E IL NUOVO MILAN - Sul fronte rossonero, il mercato non aspetta i risultati. Il primo rinforzo estivo è già in arrivo: Leon Goretzka, parametro zero in uscita dal Bayern Monaco, ha già parlato con Allegri ed è convinto dell'avventura in Serie A. Attende solo la matematica certezza della Champions per firmare. In attacco, invece, il ballottaggio per affiancare Christopher Nkunku contro il Cagliari si riduce a Santiago Giménez e Niclas Füllkrug, con Luka Modrić — maschera protettiva al volto — pronto a guidare il centrocampo dalla regia. Uno spettacolo nello spettacolo, a 40 anni.

LEAO E IL FUTURO IN BILICO - Sul fronte delle uscite rossonere, la situazione di Rafael Leão si fa sempre più chiara nella sua incertezza: con un'offerta ritenuta congrua, il portoghese partirà. Il suo ciclo in rossonero è considerato chiuso. Il Manchester United resta il sogno del giocatore, che intanto aspetta di capire cosa succede alla sua avventura al Mondiale prima di prendere qualsiasi decisione. L'estate sarà lunga e le voci non mancheranno.

IBRAHIMOVIC ALTROVE, GALLIANI TORNA? - Mentre il Milan si riorganizza in panchina e in dirigenza — con Giorgio Furlani a rischio e l'avvicendamento nell'organigramma già nell'aria — Zlatan Ibrahimovic si prepara a un'estate lontana da Milanello: prima il Mondiale da opinionista di punta per Fox Sports negli Stati Uniti, poi l'incursione nel mondo della boxe con l'evento del primo agosto a Dublino accanto a Tyson Fury. Nel vuoto che si crea, torna a circolare il nome di Adriano Galliani: 29 trofei in 31 anni da dirigente rossonero, un'amicizia consolidata con Allegri, il profilo ideale per smussare le tensioni interne. La storia, a volte, sa essere circolare.

Lunedì sarà la giornata delle risposte. Sarri parlerà con Lotito, poi scioglierà le riserve. Il valzer delle panchine che infiamma il mercato italiano ha Bergamo come epicentro, e ogni mossa degli altri — Napoli, Milan, Bologna — si riverbera inevitabilmente sulla Dea. Che aspetta, con pazienza e con la certezza di avere Giuntoli come architetto del futuro.

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Sezione: Calciomercato / Data: Ven 22 maggio 2026 alle 07:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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