Che De Ligt sia un campione nessuno lo mette in discussione e il suo valore lo dimostrano sia l’ultima stagione all’Ajax che il costo del cartellino. Sull’ingaggio, poi, come sempre è stato un maestro Mino Raiola a far guadagnare il più possibile al calciatore. La Juventus, comunque, ha sistemato la difesa e a 14 giorni dalla fine ha problemi seri nella vendita di alcuni calciatori che a Torino, per ragioni di rosa o di bilancio, non potranno certo restare. Dal blitz Dybala-Lukaku, i bianconeri si sono un pò incartati e adesso sono costretti a fare giochi di prestigio per rimettere le carte sul tavolo giusto. Una piccola analisi sulla difesa: Chiellini e Bonucci sono due garanzie, Rugani è forte ma la Juve con le mosse di questa estate lo ha chiuso e costretto a cercare fortuna altrove e con De Ligt e Demiral si è assicurata anche il futuro. E se l’olandese è stato un investimento, il vero colpo porta il nome di Demiral dal Sassuolo che, già nelle prime uscite con la Juventus, ha dimostrato disinvoltura e maturità per competere con grandi campioni. Il rischio, rischio ovviamente è un modo di dire, è che per la stagione che inizierà questo week end Demiral sia più pronto di De Ligt, grazie ad una stagione vissuta già in Italia (rodaggio fatto) e perché quello che chiederà Sarri è più o meno simile a ciò che insegnava a Sassuolo, Roberto De Zerbi. Demiral e De Ligt sistemano la Juventus in difesa che ora deve velocizzarsi e cedere i 6/7 esuberi che tormentano le giornate di Fabio Paratici che, da oggi, prenderà nuovamente servizio a Palazzo Parigi nel centro di Milano. Oggi si riparte. Tutti allineati. Superato il ferragosto, si aspettano i veri fuochi di artificio di fine estate. Nel week end inizia il campionato e molte squadre, quasi tutte, sono incomplete. Gli allenatori sparlano del mercato aperto con il campionato già iniziato ma, forse, vogliono lanciare delle frecciate ai loro direttori perché nessuna società è obbligata a fare acquisti o cessioni il 2 settembre. Se un club è capace può tranquillamente chiudere il mercato al 16 agosto. Siccome non riesce nessun club a fare operazioni anticipate, il mercato aperto serve soprattutto a Presidenti e Direttori. Mancano 14 giorni al gran finale e il meglio ancora deve venire. Basti pensare che, in queste due settimane di apparente calma, sono successe solo due grandi cose. L’arrivo di Lukaku all’Inter, complice la chiusura anticipata del mercato in premier, e il rinnovo a sorpresa di Dzeko alla Roma. Un colpo di scena mancato (Lukaku alla Juve) e uno riuscito (la conferma di Dzeko in giallorosso che, tra una cosa e l’altra, potrebbe arrivare a guadagnare 7 milioni di euro netti a stagione). In 14 giorni dovrà succedere di tutto: Icardi, dove andrà?. Higuain, Dybala, Rugani e Mandzukic: chi di questi resterà in bianconero con il cerino in mano? Donnarumma va o resta? Correa arriva a Milano? Il Napoli si ferma così? Milinkovic Savic resterà ancora alla Lazio? De Paul sarà venduto dall’Udinese? Sembrano domande del 2 giugno, invece, sono domande che ci poniamo al 19 agosto con risposte ancora molto lontane. Una delle più grandi vittorie del giornalismo sportivo italiano di quest’anno è stata la notizia di Maurizio Sarri alla Juventus, quando agenzie e social sparavano di accordi firmati tra Guardiola e la Juventus. Ad ogni vittoria corrisponde sempre una sconfitta. Nel caso del giornalismo sportivo italiano la sconfitta è il giallo irrisolto di Mauro Icardi. Mai abbiamo saputo, con certezza, cosa sia realmente accaduto tra l’attaccante argentino e l’Inter. Dalla esclusione alla fascia di capitano tolta nel bel mezzo della stagione, fino al “lui assolutamente no” di Antonio Conte al suo arrivo. L’Inter cerca un attaccante ma se davvero volesse fare il colpo da scudetto, il vero acquisto lo avrebbe in casa: Mauro Icardi in coppia con Lukaku. Due numeri 9 che non fanno 18 ma 90… la paura. Immaginate una mezzala strutturata nel centrocampo di Conte, con la difesa che si ritrova e un attacco composto da Icardi e Lukaku cosa potrebbe fare quest’anno l’Inter. Assurdo che non si possa risolvere il problema tra l’argentino e il club. Sarebbe davvero da capire cosa sia successo per metterci l’anima in pace, altrimenti non capiremo mai come non si possa provare a ricucire un rapporto che tra l’altro si è rotto con il precedente allenatore e l’attuale Direttore si è ritrovato con il casino già in corso. A maggior ragione che, adesso, è andato via anche Perisic, sulla carta nemico principale di Icardi. Premesso e ribadito che mai nessuno ha messo in discussione il valore del calciatore ma solo gli atteggiamenti più della moglie/agente che suoi. Domanda e provocazione: se domani Icardi decidesse di divorziare, sarebbe reintegrato in rosa?
In serie B punta senza mezzi termini alla promozione il Benevento che ha costruito la solita grande squadra, con un Presidente generoso e puntuale nei pagamenti ma a volte con troppa carota e poco bastone, che ha voluto puntare su Pippo Inzaghi come allenatore. Qualche dubbio lo abbiamo avuto sin dal suo annuncio perché, soprattutto a Bologna, abbiamo evidenziato gli aspetti tattici di un allenatore che preferiva fare le partite per non prenderle piuttosto che darle. Il Benevento ha, invece, un organico per impostare e fare le partite per vincerle. E’ sembrata una scelta azzardata ma soprattutto di immagine. Vigorito non aveva bisogna di fare mille abbonamenti in più ma avrà bisogno di fare i punti. Al secondo anno gli investimenti fatti sul mercato dovranno portare i frutti. Spese folli anche a Cremona dove il Conte (Arvedi) vuole diventare Re. Per i soldi che ha speso negli ultimi dieci anni nel calcio, la Cremonese avrebbe dovuto fare almeno un preliminare di Europa League. A Rastelli, la Cremonese sta consegnando una squadra top per la categoria ed è nelle mani giuste come accaduto a Cagliari, dove con una superpotenza l’obiettivo fu raggiunto. Può e deve essere l’anno dei grigiorossi che se la giocheranno con Benevento ed Empoli.
Investimenti importanti non solo in B ma anche in C, dove Monza e Bari stanno spendendo molto di più della metà dei club di serie B. In gironi diversi sono due bolidi per raggiungere la promozione. Il Monza non può non vincere e, come dichiarato da Galliani, l’obiettivo è la serie A in due anni. La forza economica è esplosiva, le capacità sono oggettive. Il Monza può sognare ma soprattutto deve ammazzare il campionato, dove mancano rivali credibili. Nel girone C, invece, solo il Bari potrà perdere il campionato anche se, rispetto al girone A, ci saranno Catanzaro, Catania e Reggina che hanno deciso di fare le cose in grande. Sicuramente le tre rivali del Bari hanno qualcosa in più rispetto ai pugliesi: l’allenatore bravo. E non è poco…
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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