Dietro il passaggio di Nikola Krstovic dal Lecce all’Atalanta c’è la regia dell’agente FIFA Vincenzo Cavaliere, che insieme alla P&P di Federico Pastorello ha condotto una trattativa da circa 25 milioni di euro, culminata con l’arrivo a Bergamo dell’attaccante montenegrino, considerato l’erede naturale di Mateo Retegui, ceduto all’Al-Qadsiah FC per quasi 70 milioni. «È stata un’operazione complessa ma condotta con convinzione da tutte le parti – spiega Cavaliere a TMW –. Con l’Atalanta se ne parlava già da aprile: poi, come sempre accade, ci sono state valutazioni e dinamiche di mercato. Ma quando la società ha deciso che Nikola era il profilo giusto, l’affare si è chiuso in tempi rapidissimi».
UN AVVIO DI CRESCITA – Due gol nelle prime otto giornate di Serie A e un minutaggio non ancora da titolare fisso, ma l’agente non ha dubbi sul percorso del suo assistito: «Sta facendo bene – racconta Cavaliere –. È un ragazzo che lavora tantissimo, si sacrifica e si è inserito perfettamente nello spogliatoio. Caratterialmente l’ho scoperto strada facendo: è umile, educato e ha una mentalità matura. È arrivato con la consapevolezza di dover imparare e mettersi a disposizione della squadra, non pretendendo di giocare 90 minuti subito. Sa che l’Atalanta è un gruppo dove non esistono undici titolari fissi: basta guardare Pasalic, un simbolo del club che a volte parte dal via e altre no».
NEL SEGNO DI RETEGUI – Il paragone con Retegui è inevitabile, ma Cavaliere crede che Krstovic possa lasciare un segno ancora più profondo: «Nikola ha il gol nel sangue, è nel suo DNA calcistico – spiega –. Ma ripetere quanto fatto da un altro giocatore è sempre difficile. Ogni storia è diversa. Detto questo, sono convinto che possa arrivare ai livelli di Retegui, se non superarli, perché ha tutto: qualità tecniche, forza mentale e grande dedizione. Deve solo trovare continuità e abituarsi completamente al ritmo e alla filosofia dell’Atalanta».
GLI OBIETTIVI PERSONALI – Quando gli si chiede quale sarebbe un bilancio soddisfacente per fine stagione, Cavaliere risponde con semplicità: «Se gioca, se sta bene e se aiuta la squadra, allora potremo parlare di un anno positivo. Il resto viene dopo. La cosa più importante è la crescita costante, perché è in un ambiente ideale per migliorare. L’Atalanta non guarda solo ai risultati immediati, ma lavora per valorizzare ogni giocatore. Nikola lo ha capito subito».
UNA SCELTA DI FUTURO – Krstovic, a 23 anni, ha trovato a Bergamo la dimensione perfetta per completare la propria maturazione calcistica. Una piazza che non perdona la superficialità, ma che esalta chi lavora con serietà. «È nel posto giusto – conclude Cavaliere –. Lì la concorrenza è sana, la mentalità è vincente e il progetto è chiaro. Per un giovane centravanti come lui, non c’è terreno migliore per diventare un giocatore di primo livello».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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