"È difficile che una partita in Champions League finisca zero a zero". A meno che non cambi completamente filosofia di gioco, inserendo un Pessina sul modello Cristante poi e Kurtic prima, utilizzando un 3-5-2 più classico rispetto al 3-4-1-2, dove l'uno è Alejandro Gomez e i quattro solitamente sono Gosens, Hateboer, Freuler e De Roon. Tutti e cinque in campo nell'Atalanta che ha battuto l'Ajax soprattutto tatticamente, capendo che era meglio non prestare il fianco alle scorribande di Antony o ai giochi di prestigio di Tadic. Fortunata, forse, a non avere contro Neres o Traoré, di tutt'altra pasta rispetto al comunque rispettabile diciottenne Brobbey.

Gasperini puntando sul modulo che lo aveva portato in alto nelle prime due stagioni. Forse alla lunga non è così redditizio come avere il tuttocampista e le tre punte, segnando un gol più dell'avversario. Ma ad Anfield è capitato che l'Atalanta vincesse con merito, al netto dei tanti cambi dei Reds (che comunque davanti avevano Mané, Salah, Origi), salvo poi non rischiare praticamente mai alla Johann Cruyff Arena, a parte sull'incursione di Klaassen, momento estemporaneo di novanta minuti gestiti e non dominati.

Davanti invece ha puntato su Gomez, ben sapendo che è il capitano ed era la sua serata, al netto del bisticcio contro il Midtjylland. Con a fianco un giocatore di fisico, come Zapata, fino a che ne ha avuto, mettendo dentro Muriel per spaccare la partita e sfruttando la sua velocità con una retroguardia sconquassata come quella dell'Ajax, alla ricerca del pari. Una partita a scacchi vinta con maestria che dà una nuova possibilità a Gasperini: 3-4-1-2, 3-5-2 o un modulo senza punte, con poche differenze se non nel risultato e nella gestione.

Sezione: Copertina / Data: Ven 11 dicembre 2020 alle 22:00 / Fonte: di Andrea Losapio
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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