Un'analisi rigida quella arrivata dagli studi di Sport Mediaset al termine del 3-0 della New Balance Arena. La Juventus di Spalletti viene bocciata senza appello al suo «primo vero stress test». Secondo il commento, i bianconeri sono stati eliminati da un'Atalanta che «fino al 2-0 in porta ci aveva tirato giusto dal dischetto, un rigore peraltro regalato». Un giudizio severo che sottolinea come, nonostante il possesso, la squadra ospite abbia fallito l'appuntamento con l'unico trofeo forse raggiungibile in stagione.

CORTOCIRCUITO MENTALE - Sotto accusa la tenuta mentale della squadra di Spalletti. «Cento giorni di allenamenti e lezioni tattiche spiegati in dieci secondi, eppure alla fine è addio». Il riferimento è alla capacità dell'Atalanta di colpire con i cambi, con Bernasconi e soprattutto Pasalic (autore del 3-0) freschi e decisivi, mentre la Juve è andata in tilt una volta passata in svantaggio, ripetendo gli errori visti con Lecce e Cagliari. «L'assenza di Yildiz non può essere un alibi», sottolinea Mediaset, evidenziando come la squadra non sappia reagire quando perde il controllo del match.

LA LEZIONE DELLA DEA - L'Atalanta, definita «brutta, sporca e cattiva» nel senso più agonistico del termine, ha impartito una lezione che Spalletti non è ancora riuscito a inculcare ai suoi: «Quando il gioco si fa duro, serve concretezza». Il commento si chiude citando proprio il mantra del tecnico toscano, rivoltandoglielo contro: «Uomini forti, destini forti. È tutto lì. Eppure questo brutto ko deve trasformarsi in un momento di crescita se si vuole fare lo step definitivo».

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Sezione: Coppa Italia / Data: Gio 05 febbraio 2026 alle 23:51
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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