C'è un marchio di fabbrica che Bergamo conosce a memoria e che ora sta iniziando a comprendere anche la Capitale. Quando le squadre di Gian Piero Gasperini sembrano alle corde, trovano la forza per rialzarsi e offrire le prestazioni più scintillanti. Al Celtic Park va in scena un monologo giallorosso che ha il sapore antico delle grandi notti europee dell'Atalanta: ritmo forsennato, aggressione alta e dominio territoriale. La Roma dimentica i due ko consecutivi e travolge il Celtic con un 3-0 che porta la firma indelebile del suo allenatore.
SINFONIA TATTICA - Quella vista in Scozia è stata una vera e propria lezione di calcio. In uno stadio mistico, capace di intimidire chiunque, la truppa di Gasperini ha imposto la sua legge fin dal primo minuto. Organizzazione superiore e intensità da Premier League: ingredienti che hanno annichilito i padroni di casa. Il vantaggio arriva grazie all'autogol di Scales, ma è la conseguenza di una pressione asfissiante che ha mandato in tilt la retroguardia biancoverde.
LA SCOMMESSA VINTA - Ma la serata di Glasgow è anche la vetrina per l'ennesima intuizione del tecnico di Grugliasco. Con una mossa a sorpresa, Gasp lancia Evan Ferguson dal primo minuto e l'irlandese risponde presente con la partita della vita. Una doppietta che vale oro: due gol da centravanti vero che rappresentano la svolta della sua stagione e, forse, della sua carriera in giallorosso. Una gestione delle risorse che ricorda da vicino quanto fatto negli anni orobici con tanti attaccanti poi esplosi sotto la sua guida.
OTTAVI NEL MIRINO - La classifica ora sorride e profuma di qualificazione diretta. Con questo successo, la Roma mette una seria ipoteca sui playoff ma può legittimamente sognare l'accesso diretto agli ottavi di finale. Il calendario offre assist importanti: un successo nelle ultime sfide contro Stoccarda o Panathinaikos potrebbe spalancare le porte dell'Europa che conta senza passare dagli spareggi.
LA SODDISFAZIONE DEL MISTER - Nel post-partita, Gasperini si gode la prestazione, sottolineando la maturità del gruppo in un contesto infuocato. «Non è mai facile vincere in trasferta su campi così storici» ha commentato il tecnico, evidenziando come l'Europa offra spazi diversi rispetto alla Serie A, ideali per il suo calcio. L'elogio finale è tutto per il suo nuovo bomber, Ferguson: «Ha fatto in partita ciò che mostra spesso in allenamento. È giovane, serve pazienza, ma il secondo gol è stato bellissimo. Deve continuare con questo spirito». Parole da mentore, parole da Gasp.
CELTIC-ROMA 0-3 (p.t. 0-3)
6’ aut. Scales (C), 36’ e 46’ p.t. Ferguson (R)
CELTIC (3-4-2-1)
Schmeichel; Trusty, Scales, Tierney (46’ Donovan); Yang (62’ Ralston), McGregor, Hatate (77’ Balikwisha), Tounekti; Engels, Nygren (46’ Iheanacho); Maeda (46’ Paulo Bernardo).
A disp.: Sinisalo, Doohan, McCowan, Kenny, Murray.
All.: Nancy.
ROMA (3-4-2-1)
Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso (80’ Ziolkowski); Celik, El Aynaoui, Pisilli (85’ Angelino), Rensch; Soulé (69’ Dybala), El Shaarawy (69’ Pellegrini); Ferguson (69’ Bailey).
A disp.: Gollini, De Marzi, Cristante, Tsimikas, Koné, Wesley, Ghilardi.
All.: Gasperini.
Arbitro: I. Kovacs (Rom).
VAR: Popa (Rom).
NOTE: Spettatori 60.000 circa. Ammoniti: Hermoso (R), El Shaarawy (R), Soulé (R), Ndicka (R), Ziolkowski (R). Possesso palla 56,8%-43,2%. Tiri in porta 2-5. Angoli 4-3. Recuperi: p.t. 1’+4’; s.t. 4’.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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