Il destino dell'Italia si gioca sul filo del rasoio, tra corse contro il tempo e bollettini medici che tengono col fiato sospeso un'intera nazione. In vista della cruciale semifinale dei playoff per i Mondiali 2026, il commissario tecnico Gennaro Gattuso si ritrova a dover fare i conti con un'infermeria affollata e un calendario spietato, che concederà agli azzurri appena quarantotto ore di lavoro sul campo prima della battaglia decisiva.

IL NODO CALENDARIO - Mentre in Turchia Vincenzo Montella ha incassato il via libera per il rinvio di un turno di campionato, in patria le richieste del mister calabrese sono cadute nel vuoto. La Nazionale si radunerà con il fiato inevitabilmente corto, costretta a preparare la sfida da dentro o fuori in un battito di ciglia, aggrappandosi allo zoccolo duro che ha affrontato il girone di qualificazione. Venerdì 20 marzo verrà diramata la lista definitiva dei ventotto pretoriani chiamati all'impresa.

IL CALVARIO DI VERRATTI - La tegola più pesante dell'ultim'ora porta il nome del regista abruzzese. Il dolore al ginocchio non ha lasciato scampo all'ex faro del Psg: sarà necessario l'intervento chirurgico al menisco. Un epilogo amaro, soprattutto dopo i colloqui incoraggianti avuti a gennaio con Gattuso e Buffon, che vedevano in lui il jolly di qualità ed esperienza da lanciare nell'ultima mezz'ora. Il centrocampista aveva accusato i primi fastidi a febbraio e, approfittando dello stop del campionato in Qatar causato dalle tensioni geopolitiche tra Usa e Iran, era rientrato a Parigi per forzare i ritmi di recupero. Purtroppo, il ginocchio ha presentato il conto definitivo. Se la spedizione azzurra dovesse staccare il pass iridato, se ne riparlerà per giugno.

LE SCELTE IN MEDIANA - Il forfait del fantasista - scrive Il Corriere dello Sport - risolve in automatico uno dei ballottaggi più caldi della vigilia. Senza il metronomo arretrato, sia Pisilli che Frattesi strappano il pass per la convocazione, andando a completare una cerniera di centrocampo muscolare e di palleggio che vedrà protagonisti anche Barella, Tonali, Cristante e Locatelli. Un reparto che dovrà fare densità e supportare il collaudato 3-5-2 disegnato dallo staff tecnico.

LA MURAGLIA E LE FRECCE - Il reparto arretrato resta sotto stretta osservazione, orfano di elementi preziosi come Di Lorenzo e Gabbia. Calafiori ha dato ampie rassicurazioni, mentre Bastoni sta smaltendo i postumi di una dura contusione rimediata nell'ultimo derby milanese. Il pacchetto dei centrali sale così a sette unità: oltre a Mancini, Gatti, Scalvini e Buongiorno, si fa spazio il rientro di Coppola, attuale titolare inamovibile nel Paris FC. Sulle corsie esterne, Politano, Spinazzola, Dimarco e Cambiaso avranno il compito di arare le fasce, supportati dall'unico vero debuttante del gruppo: il giovane Palestra.

L'ANSIA PER IL REPARTO OFFENSIVO - L'attacco vive ore di trepidazione assoluta. I fari sono puntati sui recuperi in extremis di Kean, alle prese con un fastidioso trauma alla tibia, e di Raspadori, fermato da uno stiramento. Il ct è disposto ad attenderli fino all'ultimo secondo, anche se dovessero riaggregarsi ai rispettivi club solo a ridosso del 21 o 22 marzo. Al loro fianco, per comporre il tandem offensivo, sono pronti a scalpitare Retegui, Pio Esposito e Scamacca. Resta fuori dai radar Chiesa, mentre Zaccagni si guadagna la chiamata come preziosa variante tattica, pronto a garantire imprevedibilità e dribbling a gara in corso.

Ora le chiacchiere e i calcoli medici devono necessariamente lasciare spazio al campo. Con le scelte ormai delineate e un gruppo forgiato nelle difficoltà, l'obiettivo è trasformare l'emergenza in energia pura, per non mancare l'appuntamento con la storia e regalare al Paese il sogno iridato.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Italia / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 12:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture