Un lungo periodo ai margini, lontano dal calcio giocato, due anni vissuti tra allenamenti solitari e il desiderio costante di tornare protagonista. Alejandro «Papu» Gomez si racconta a Sky Sport a margine dell’evento Illumia Summer Cup di Padel, disputato a Bologna. Un’occasione per affrontare temi delicati e guardare con determinazione al futuro, tra la voglia di ricominciare e un’emozione che già si annuncia intensa. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Papu, una giornata di sport e amicizia. Ma com'è andata questa mattina nel torneo di Padel?
«Non benissimo, a dire il vero, ma ci siamo divertiti. È stato bello ritrovare vecchi compagni e colleghi: una giornata di puro sport e amicizia».
Parlando di calcio, com'è stata la preparazione fisica in questi mesi lontano dai campi? Si sente pronto a rientrare?
«Sì, sto davvero bene. Questi due anni sono stati molto difficili, soprattutto mentalmente, ma non ho mai smesso di allenarmi con intensità. Nell’ultimo anno, grazie al Renate, ho potuto lavorare con la prima squadra e questo mi ha aiutato tantissimo. Mi manca troppo il calcio, voglio assolutamente tornare. Sarò io a scegliere quando smettere».
Ieri Paul Pogba, tornando dopo una lunga squalifica, è scoppiato in lacrime al momento della firma con il Monaco. Come immagina il suo ritorno in campo?
«Sarà emozionante, senza dubbio. Le lacrime di Paul sono comprensibili, rispecchiano tutta la sofferenza di chi vede tolto ciò che ama di più. Anch'io da tanto tempo immagino il momento del mio ritorno. Manca poco, sono vicino alla meta».
In questi giorni si parla molto del Padova. È un'ipotesi concreta per il suo futuro?
«Ho parlato con il direttore Mirabelli e sono felice dell’interesse che mi ha mostrato il Padova. Prenderò la mia decisione definitiva nelle prossime settimane, prima dell’inizio dei ritiri. Posso solo assicurare che chi deciderà di puntare su di me farà un ottimo affare».
Ha ricevuto offerte anche dall’estero, ma quanto pesa il desiderio di rimanere in Italia nella scelta finale?
«L’Italia è la mia seconda casa, un Paese che adoro e in cui ho realizzato il mio sogno di bambino, giocare nel campionato italiano. Sono stato qui quasi dieci anni e se potrò continuare a competere in Italia, non ci penserò due volte. All’estero ho ricevuto alcune proposte, ma niente che davvero mi convinca fino in fondo».
Se potesse scegliere liberamente una squadra, che tipo di progetto preferirebbe per questa nuova fase della carriera?
«A questo punto della mia vita non guardo più al fattore economico. Voglio un progetto serio e ambizioso, una squadra che punti a vincere ogni domenica. Cerco una realtà che mi permetta di esprimermi al massimo, come è accaduto negli ultimi anni all’Atalanta, al Siviglia e con la Nazionale».
Infine, tornando al Padel: che tipo di giocatore è il Papu Gomez con la racchetta in mano?
«Diciamo che, a differenza del calcio, nel Padel preferisco difendere. Fisicamente forse sono un po' più brillante rispetto ad altri ex colleghi che hanno già superato i 50 anni (ride, ndr), per cui cerco di sfruttare questo vantaggio. Non sono particolarmente tecnico, ma tutto sommato me la cavo».
La determinazione è quella di sempre, il talento non si discute e la voglia di rivalsa è palpabile. Papu Gomez è ormai vicino a tornare protagonista, pronto a scegliere il suo prossimo club e riprendere un discorso che si era interrotto troppo bruscamente. Il calcio italiano lo aspetta, e lui non vede l'ora di rispondere presente.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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