Ci sono giocatori che passano e lasciano statistiche, altri che lasciano un pezzo di anima. Luis Muriel appartiene, per diritto divino del pallone, alla seconda categoria. Quando "Lucho" parla dell'Atalanta, la voce si incrina di quella dolce nostalgia che solo i grandi amori sanno evocare. In un'intervista a tutto tondo, l'attaccante colombiano, oggi a Orlando ma con la testa spesso rivolta allo Stivale, riapre l'album dei ricordi di quattro anni e mezzo indimenticabili, analizza con lucidità il difficile momento della Dea e non nasconde il desiderio di un ritorno nel campionato che lo ha reso grande.
IL CAPOLAVORO E LA NOSTALGIA, I MIGLIORI ANNI - Impossibile non partire da quel fotogramma eterno: il tacco al Milan. Un gesto che non è solo un gol, ma il manifesto del calcio secondo Muriel. «È tutto istinto, cose che non puoi allenare», racconta Lucho con gli occhi che brillano, in una speciale intervista rilasciata a Gianluca Di Marzio. «Quando ho visto la palla entrare è stata un'emozione bellissima. Ancora oggi posso sentire lo stadio, i compagni intorno a me. È stato uno dei momenti più belli della mia carriera». Bergamo non è stata una tappa, ma la destinazione: «Mi porto tutto dentro. Sono stati i migliori anni della mia vita calcistica. Quando riesco a tornare e a viverla di nuovo, sono felice».
L'ANALISI SULLA CRISI, DIFFICILE IL DOPO-GASP - Muriel non è solo un ex, è un tifoso che soffre. E sulla prima parte di stagione complicata della Dea ha le idee chiare: «Si poteva immaginare. Continuare quel percorso dopo Gasperini è difficilissimo. L'Atalanta aveva raggiunto un livello altissimo». Il colombiano non usa giri di parole nel commentare la gestione Juric: «Era difficile vedere le cose che facevamo noi nell'Atalanta di adesso. Ho sempre sperato che il cammino continuasse, perché quando è la tua squadra del cuore speri sempre vada tutto bene. Spero che con la nuova scelta (Palladino, ndr) le cose possano cambiare».
LA PROFEZIA SCUDETTO, GASP È DA TRICOLORE - Se l'Atalanta fatica, il suo vecchio maestro vola nella Capitale. Vedere Gasperini primo con la Roma non sorprende il suo ex allievo prediletto. «Come lo vedo? Bene, ride... Se i giocatori lo seguono, può fare cose grandi». Il rapporto tra i due, nonostante la nota esigenza del tecnico, è sempre stato speciale: «È esigente, ma con me è andata sempre bene perché sono un ragazzo tranquillo. Ha un organico per puntare al massimo. Scudetto? Sì, lo può vincere. Lui è un grande allenatore e ha una grande squadra».
FUTURO E SAMPDORIA, VOGLIA D'ITALIA - C'è spazio anche per l'altro amore, la Sampdoria («Soffro a vederla così, spero torni presto in A»), ma soprattutto per il futuro personale. Muriel lancia un messaggio chiaro al mercato: «Vedrò il mio procuratore. Ho ancora un anno di contratto con l'Orlando, ma dopo il primo anno ho sentito tanto la mancanza del calcio italiano. Mi piacerebbe tornare». Una frase che basta, da sola, a riaccendere la fantasia di chi non ha mai smesso di amarlo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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