Secondo pareggio consecutivo per l’Atalanta, che al Tardini si fa rimontare dal Parma e non riesce a centrare la prima vittoria stagionale. L’1-1 firmato da Pasalic e Cutrone racconta due storie diverse: per i ducali un punto di carattere che alimenta l’entusiasmo, per i nerazzurri l’ennesima prova di quanto sia ancora lungo il cammino verso la piena identità sotto la guida di Juric.

UNA DEA SENZA SLANCIO – L’Atalanta ha giocato a ritmi bassi, con un baricentro insolitamente arretrato (media di 43 metri), ben lontano dall’aggressività che aveva caratterizzato gli anni di Gasperini. La manovra, lenta e prevedibile, ha prodotto poco: l’unica occasione del primo tempo è arrivata da un errore grossolano di Keita, che ha regalato a Scamacca un pallone trasformato in un palo. Non un’azione costruita, ma un regalo.

MERITI DEL PARMA – La squadra di Cuesta ha difeso con ordine, trasformando il 3-5-2 in un 5-4-1 compatto, e pressando con coraggio in fase di non possesso. Il risultato è stato un’Atalanta spesso costretta a giocare all’indietro, senza mai trovare gli spazi per le verticalizzazioni rapide che un tempo la rendevano devastante.

PASALIC ILLUSIONE, CUTRONE PUNISCE – Nella ripresa Juric ha provato a scuotere la squadra, ma il Parma, con l’ingresso di Oristanio al posto di un evanescente Almqvist, ha preso campo e fiducia. Eppure, a dieci minuti dalla fine, è stata l’Atalanta a colpire: rasoiata di Pasalic e vantaggio che sembrava valere i tre punti. Ma la Dea non ha avuto la forza di gestire il risultato: arretrata troppo, ha concesso metri e palloni al Parma, che con la rabbia e la spinta del pubblico ha trovato il pari con Cutrone, appena entrato.

I NODI DA SCIOGLIERE – Juric ha sostituito Scamacca, Maldini e Zalewski con Krstovic, Sulemana e Zappacosta, ma la squadra è rimasta schiacciata. Deludente Maldini, intermittente De Ketelaere: i nuovi interpreti devono ancora assimilare lo spartito. L’Atalanta appare un cantiere aperto, con qualità potenziale ma poca incisività reale.

Due partite, due pareggi e tanti interrogativi. Juric sa che serviranno tempo e lavoro per ritrovare l’identità perduta, ma intanto la classifica racconta un’Atalanta che fatica a imporsi anche contro avversari alla portata. Un campanello d’allarme che non va ignorato.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 31 agosto 2025 alle 09:37
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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