Manca poco allo scontro diretto che vale un pezzo d'Europa. Il Como ospita l'Atalanta e Cesc Fabregas non si nasconde. Alla vigilia della sfida, il tecnico spagnolo ha incontrato i media, analizzando la condizione dei suoi e rispettando (forse anche troppo) la forza della Dea di Palladino.

RISPETTO PER LA DEA - «Andiamo di partita in partita, non pensiamo a Napoli, Fiorentina o Juventus», esordisce Fabregas. «Domani è importante fare una bella prestazione contro una squadra fortissima, nella top 3. Se non gioca Raspadori, gioca Lookman o Samardzic, Zalewski... giocatori importantissimi. Se vogliono, possono cambiare 11 giocatori e magari sono ancora più forti. Dobbiamo stare al 100% per fare punti contro questo tipo di squadre. L'identità con Palladino è rimasta quella di Juric, ma ora c'è un gioco più posizionale, più struttura. Per me loro sono troppo forti».

IL NODO MORATA E I SINGOLI - Capitolo formazione. Fabregas frena l'entusiasmo su Alvaro Morata: «Ha giocato 8 minuti con la Fiorentina, ma parlando con lo staff medico Alvaro non ha più di 45 minuti nelle gambe. Allora calma». Su Douvikas: «Sta bene, è a disposizione». Sul recupero di Sergi Roberto: «L'ho visto molto meglio. Averlo al massimo ritmo sarebbe come avere un nuovo acquisto, ma dobbiamo stare attenti ai carichi».

GAP COLMATO? - Alla domanda se il gap con i nerazzurri sia stato colmato, Cesc predica umiltà: «Non siamo una big e rimaniamo umili. Ma siamo molto più avanti di quello che avevamo in testa due anni fa. Calma, andiamo a duemila in ogni partita, con grandissimo rispetto però capendo che noi possiamo sempre dire la nostra. Non dobbiamo pensare di essere più bravi di Milan, Inter o Napoli».

MERCATO E ITALIANI - Fabregas conferma le mosse di mercato: «Cuenca è fatto ma non arriva subito». E risponde sulla questione dei talenti italiani, spesso un punto di forza dell'Atalanta: «Non possiamo portare un giocatore qua solo perché è italiano. Possiamo farlo se rientra nella nostra dinamica. Ricordo Dossena, pensavamo fosse giovane e fisico e una delle ragioni per cui l'abbiamo preso era perché è italiano. Ma deve essere funzionale al modello di gioco. Se c'è gente che vuole andare alla Juve e non al Como, ok. La Primavera sta facendo bene, speriamo di portare ragazzi in prima squadra».

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Sezione: Primo Piano / Data: Sab 31 gennaio 2026 alle 15:35
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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