Una partita bloccata, nervosa e decisa, o quasi, dagli episodi arbitrali. Como-Atalanta finisce a reti bianche, ma il lavoro per la terna arbitrale e per la sala VAR è stato tutt'altro che leggero. Luca Marelli, talent arbitrale di DAZN, ha analizzato nel post-partita i due momenti cruciali che hanno indirizzato il match: l'espulsione lampo del giovane Ahanor dopo appena otto minuti e il calcio di rigore assegnato ai padroni di casa in pieno recupero, poi neutralizzato da Carnesecchi. Se sul rosso la decisione appare codificata dal regolamento internazionale, sul rigore finale è stato decisivo l'occhio elettronico di Chiffi per sanare una svista impossibile da cogliere in presa diretta. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

IL ROSSO AD AHANOR - L'episodio che cambia l'inerzia della gara arriva dopo soli otto minuti. Marelli spiega la dinamica sfuggita all'arbitro centrale ma non ai collaboratori: «Pairetto non sta guardando l'azione in quel momento. Tutto nasce in area di rigore con trattenute reciproche tra Ahanor e Perrone. Il giocatore del Como provoca l'avversario con un paio di spinte; Ahanor rimane in piedi ma poi reagisce con uno schiaffo. In queste circostanze, a livello regolamentare, non conta assolutamente l'intensità del colpo. Ciò che conta è il gesto: a livello internazionale, e di conseguenza anche in Italia, c'è massima severità su questi comportamenti. Non si può autorizzare un giocatore a reagire in questa maniera. L'espulsione è corretta, probabilmente arrivata su segnalazione del quarto ufficiale Marinelli, dato che Pairetto non aveva visto nulla. Giusta anche l'ammonizione a Perrone per comportamento antisportivo dovuto alla provocazione».

LA PROVOCAZIONE E LA SIMULAZIONE - In studio si sottolinea l'atteggiamento del giocatore del Como, che accentua notevolmente le conseguenze del contatto. Marelli concorda sull'antisportività: «Ahanor non dice una parola perché sa di aver combinato un pasticcio non controllando la reazione. Tuttavia, va aggiunta l'antisportività nella provocazione di Perrone e nella successiva simulazione, dato che rimane a terra a lungo per uno schiaffetto. Il difensore dell'Atalanta è caduto nel tranello: un'ingenuità dettata sicuramente dalla giovane età e dall'inesperienza, ma il regolamento sulla reazione non lascia scampo».

IL RIGORE NEL RECUPERO - L'altro episodio chiave avviene al 94', quando De Roon tocca con la mano in area. «È un episodio impossibile da vedere in campo a velocità normale, tanto che nessuno ha protestato, né gli attaccanti del Como né i difensori. Molto bravo in questa circostanza il VAR Chiffi a richiamare l'arbitro alla On Field Review. Le immagini mostrano chiaramente che non c'è una deviazione di testa, ma un tocco con la mano di De Roon che è decisamente oltre la linea della spalla. Il braccio è alto e largo, in una posizione innaturale, e soprattutto impedisce l'intervento dell'avversario alle sue spalle. Nonostante la distanza ravvicinata, la posizione dell'arto rende l'intervento punibile. La decisione di concedere il calcio di rigore è corretta».

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© foto di TuttoAtalanta.com
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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 01 febbraio 2026 alle 17:26
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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