Un pareggio che sa di vittoria, una resistenza che profuma di impresa. Massimiliano Nebuloni, volto storico di Sky Sport, interviene ai microfoni di Bergamo TV per analizzare a caldo lo 0-0 maturato al "Sinigaglia" tra Como e Atalanta. Una partita condizionata dall'inferiorità numerica per oltre ottanta minuti, ma che ha restituito l'immagine di una squadra capace di soffrire e compattarsi attorno al suo portiere, un Marco Carnesecchi in versione "saracinesca". Tra l'analisi del campo e le dinamiche di un mercato che vede Ademola Lookman in volo verso Madrid e l'arrivo di Raspadori, il giornalista traccia il bilancio di una giornata campale, proiettandosi verso un mese di febbraio che si preannuncia incandescente su tre fronti. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Max, quella di oggi al "Sinigaglia" è stata una partita incredibile, decisa nelle dinamiche dall'espulsione lampo. Possiamo definire "eroica" la resistenza dell'Atalanta?
«Sì, assolutamente, definiamola così senza timore di esagerare. La partita è stata inevitabilmente condizionata da quel cartellino rosso: rimanere in dieci uomini per novanta minuti o quasi, recuperi inclusi, contro un Como così in palla non era affatto semplice. Bisognava ridisegnare tutto l'assetto tattico in corsa. E il merito non è solo di Carnesecchi, che è stato prodigioso – mi ha ricordato la prestazione di Maignan quando il Milan fu l'unica squadra a espugnare questo stadio nel girone d'andata. Non è solo grazie a lui: l'Atalanta ha costruito una vera e propria "piccola impresa". Uscire indenni oggi in inferiorità numerica era difficilissimo. Inoltre, hai mantenuto invariate le distanze in classifica: cinque punti sono tanti. È un pareggio che porta in dote una grande iniezione di fiducia, fondamentale soprattutto in vista della sfida secca contro la Juventus di giovedì».
C'è stato tanto cuore, quello "spirito Atalanta" che spesso invoca Palladino. Era l'unico modo per uscirne vivi?
«Esattamente. È stato il classico spirito che ha fatto le fortune di questa squadra negli ultimi anni. Oggi potevi strappare un risultato positivo soltanto giocando in questo modo: con cuore, sacrificio e applicazione. È stata una partita "sporca" per certi versi, e paradossalmente potevi addirittura approfittarne meglio nel secondo tempo. Penso a quelle poche occasioni create, in particolare a quella palla gol capitata sui piedi di Sulemana: poteva essere gestita in maniera un po' più efficace e cinica. Però, insomma, adesso non facciamo gli schizzinosi: mi sembra che questo 0-0 sia un risultato più che positivo per come si era messa».
Lookman in partenza verso Madrid e Luca Percassi ha dichiarato il mercato chiuso. Come giudichi l'operato della società: via un giocatore scontento, dentro Raspadori. Ci abbiamo guadagnato?
«Se n'è andato un giocatore che ormai era evidentemente scontento ed è arrivato un profilo di qualità che potrà far bene strada facendo. Oggi, per la natura della partita, non c'è stato modo di valorizzare o apprezzare subito Raspadori, ma il giudizio resta positivo. Giacomo non è magari tecnicamente il clone di Lookman, ma è un giocatore che può crescere ancora molto: è giovane, italiano e ha tutte le caratteristiche, tattiche e umane, che piacciono all'Atalanta e a Palladino. Per quanto riguarda Lookman, è vero che negli ultimi mesi era mal sopportato dall'ambiente: un po' per le frizioni con la società, un po' per un rapporto con la tifoseria e con la città che si era compromesso. Però bisogna essere onesti: è un giocatore che resterà per sempre nella storia dell'Atalanta. Tre gol in una finale europea a Dublino li ha fatti lui. Ovviamente quel trofeo non è merito solo suo, ma il suo nome rimarrà scolpito nella memoria di tutti per molto tempo».
Quando Luca Percassi dice "mercato chiuso", dobbiamo credergli ciecamente o c'è spazio per qualche sorpresa last minute?
«Guarda, a Bruxelles ci aveva detto che l'arrivo di Raspadori non era subordinato all'eventuale partenza di Lookman. Diciamo che qualche "bugia bianca" da parte di chi si occupa di mercato ci sta, fa parte del gioco delle parti, e non vale solo per Percassi o per l'Atalanta. Però questa volta penso di sì, penso che sia davvero chiuso. La rosa mi sembra abbastanza numerosa e profonda per coprire le esigenze. Non credo possa partire qualcun altro anche perché, fino a prova contraria, siamo ancora in corsa in tutte le competizioni. Le partite da giocare sono tante e all'Atalanta attende un mese di febbraio letteralmente infuocato: c'è il campionato, c'è la Coppa Italia con la Juve e, sperando di andare avanti, ci sono i playoff di Champions League contro il Borussia Dortmund. Servono tutti».
Nebuloni chiude il collegamento con la certezza che l'Atalanta, pur perdendo una stella come Lookman, ha ritrovato la sua anima guerriera. Un pareggio che vale come un cemento per il gruppo in vista delle battaglie di febbraio.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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