Milan primo, Sassuolo secondo, Atalanta terza. La classifica, parzialissima, di Serie A ha un podio che definire inedito sarebbe riduttivo. I rossoneri guardano tutti dall'alto in basso e possono a ragione dirsi la sorpresa di questo inizio di stagione. Ma pure i neroverdi di De Zerbi, tutto sommato, non scherzano affatto e si piazzano un gradino sopra a quell'Atalanta che segna, vince, incanta e viene presa a modello da più parti. Anche dal Sassuolo, almeno come potenzialità e margini di crescita. Ma mettendo sullo stesso piano di osservazione le due realtà, quanti e quali sono i punti di contatto?
Gol e mentalità offensiva - Le specifiche della classifica di quest'anno non lasciano particolari dubbi. Atalanta prima in fatto di gol segnati, 14. Sassuolo secondo a 13. Nessuno in Serie A ha fatto meglio in queste prime 4 giornate. Un dato che è destinato a mutare, ma che fa il paio con i numeri dello scorso anno: a fine campionato l'Atalanta aveva il miglior attacco, il Sassuolo chiuse 6° in questa particolare classifica segnando più Napoli e Milan, per esempio. Segnare un gol in più degli avversari, pazienza se a fine partita anche il passivo sarà ampio.
Organizzazione di gioco - La base di partenza è molto diversa. 3-4-2-1 e sue declinazioni per la Dea, 4-2-3-1 per questo Sassuolo di De Zerbi. Da qui non si scappa, ma i principi di gioco sono chiari in entrambi i casi. Soprattutto, sono chiari per i giocatori in campo: Atalanta e Sassuolo, con i titolari ma pure con le riserve, sanno cosa fare. Sanno quando e come farlo. I giocatori anche a occhi chiusi potrebbero trovare i compagni di squadra. Questione di lavoro, di alchimia, di automatismi. Rodati al 100% quelli atalantini, in via di definizione ma già a buon punto quelli neroverdi.
Squadra sempre sul pezzo - Una perculiarità di non poco conto. Molte squadre, non solo italiane, all'interno delle partite vivono di momenti e di fasi troppo spesso dettate dal risultato. L'Atalanta, così come anche l'ultimo Sassuolo, va al di là della dinamica del singolo frame di partita. Che tendenzialmente significa aggredire fin da subito l'avversario per aprire la porta e non arrendersi neanche di fronte all'evidenza di un risultato negativo (o particolarmente negativo). Mentalità che per qualcuno potrebbe voler dire ambizioni scudetto, magari per altri "solo" di piazzamento europeo.
Continuità dei big a dispetto del mercato - Un'altra caratteristica che accomuna le due realtà. Atalanta e Sassuolo negli ultimi anni sono riuscite ad andare oltre l'etichetta di provinciali anche sul mercato. Non quello in entrata, attenzione. Il riferimento è tutto alle (non) cessioni: la Dea è riuscita a trattenere a Bergamo, a dispetto delle maxi offerte, gente del calibro di Gosens, Ilicic, Gomez, Zapata. Il Sassuolo ha detto no con forza ai sondaggi per i vari Locatelli, Berardi, Boga, Caputo. Segno evidente che qualcosa, anche a livello di mentalità, sta evidentemente cambiando.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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