La caduta di frammenti del razzo spaziale cinese 'Lunga marcia 5B' potrebbe interessare 9 Regioni italiane. Lo ha confermato la Protezione Civile. Si tratta di Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna

La caduta non controllata del razzo cinese Long March 5 B, il lanciatore di 21 tonnellate che ha portato in orbita il primo modulo della Stazione Spaziale di Pechino, è stata al centro di un incontro del comitato operativo della Protezione Civile, convocato dal capo dipartimento Fabrizio Curcio. Il tavolo tecnico cui sedeva anche l'Agenzia Spaziale Italiana ha analizzato gli scenari legati al rientro nell'atmosfera terrestre del vettore.

La Protezione Civile ha reso noto che al momento la previsione di rientro sulla terra è fissata per le 2:24 ora locale del 9 maggio, con una finestra temporale di incertezza di più o meno sei ore. Nove regioni del centro-sud Italia potrebbero essere interessate dalla ricaduta di detriti spaziali, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.

E' poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici che pertanto sono da considerarsi più sicuri rispetto a luoghi aperti, si consiglia comunque di stare lontani da finestre e porte vetrate, è la raccomandazione di scienziati e tecnici italiani.

Long March 5B lanciato dalla Cina il 29 aprile sta ancora orbitando intorno alla Terra, alcune sue parti potrebbero sopravvivere all'attrito con l'atmosfera, come accaduto nel maggio 2020, quando resti dello stesso modello di razzo cinese atterrarono in Costa d'Avorio, le previsioni di rientro sono in continua evoluzione perché soggette agli effetti che densità atmosferica e attività solare imprimono agli oggetti in caduta, per questo l'Esa, l'Agenzia Spaziale Europea che monitora costantemente il razzo, nel suo ultimo comunicato ha sottolineato come qualsiasi previsione sia incerta anche fino a 8 ore prima dell'effettivo rientro.

L'area della terra che potrebbe essere coinvolta dalla ricaduta di detriti è inoltre vastissima, secondo l'Esa il rischio di questo tipo di rientri per il singolo individuo è di diversi ordini di grandezza inferiore a quelli che si incontrano guidando una macchina ogni giorno, anche se si tratta di uno dei maggiori rientri in atmosfera di detriti spaziali mai avvenuti prima.

Sezione: Altre news / Data: Sab 08 maggio 2021 alle 08:16
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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